Omicidio di Beivars, la vittima poteva conoscere l'assassino

La mancanza di segni di effrazione all'interno della casa di Maria Rosetta Quaiattini fa avanzare l'ipotesi di una persona non estranea nel ruolo di carnefice

L'ingresso dell'abitazione di Maria Rosetta Quaiattini

Proseguono le indagini sull'omicidio di Maria Rossetta Quaiattini, la 72enne di Beivars trovata morta carbonizzata e con un taglio alla gola venerdì mattina nella sua abitazione. Terminati ieri sera i rilievi dei Carabinieri del Ris di Parma nella casa della donna, questa mattina i Carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Udine hanno svolto una riunione operativa con il pm Paola De Franceschi e una ricognizione nella zona.

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Maria Rosetta Quaiattini e il rapporto coi vicini di casa

Tutte le ipotesi aperte

«Non possiamo ancora sbilanciarci e teniamo aperte tutte le ipotesi», ha riferito il procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo, spiegando che si sta valutando sia l'ipotesi che l'assassino sia un estraneo sia che conoscesse la vittima. Ipotesi quest'ultima su cui si sarebbe orientata una «cautissima preferenza». L'abitazione non presentava infatti segni di effrazione. Molto dipenderà anche dall'orario del decesso, che sarà stabilito solo all'esito dell'autopsia che verrà eseguita martedì dal medico-legale Carlo Moreschi.

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