Omaggio civico all'estrema rivolta di Michele contro il precariato contemporaneo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

A Udine, presso lo storico pozzo cittadino di San Giovanni, in Via Stringher, che vide l'inizio della celeberrima "Joibe Grasse" o "Crudel Zobia Grassa" friulana del 1511, lunedì 27 febbraio 2017, 506° anniversario di quella che fu la prima grande rivolta di popolo della storia europea moderna, le Presidenze del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" hanno rinnovato la deposizione dell'annuale dedica commemorativa del grande episodio insurrezionale associandone il ricordo a quello del tragico recente gesto del corregionale Michele, vittima e martire della maggiore tirannide contemporanea: una precarietà non soltanto economica ma esistenziale imposta dai grandi interessi del mondo e innanzitutto dal peggiore Occidente "anche in salsa friulana" additato dalle Presidenze summenzionate come spesso "seriale, ambiguo, colpevole di omicidio della dignità umana". Dopo la collocazione sul coperchio del pozzo di un mazzo di rose con una dedica in lingua friulana "Pal nestri Michêl, ribel di civiltât cuintri dal precariât sassin" (trad. it. Al nostro Michele, ribelle di civiltà contro il precariato assassino") unitamente al testo della lucida lettera di denuncia e commiato lasciata dal ragazzo e pubblicata dalla maggiore stampa, hanno preso la parola con commenti sul tema il presidente dei due sodalizi, prof. Alberto Travain, l'assessore dott. Enrico Pizza, in rappresentanza dell'Amministrazione comunale, don Tarcisio Bordignon, noto benefattore sociale, e l'intellettuale romano Alfredo Maria Barbagallo.

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