I medici udinesi: «Follia rinviare l'obbligo vaccinale»

A parlare è il presidente Rocco: «La scienza deve prevalere sulla politica che ha l'obbligo di rispettarla»

«Sui vaccini non si può scherzare né tanto meno rinviarne l'obbligatorietà, inficiando quanto si era riusciti ad ottenere dopo anni di battaglie e di richieste di aderenza alle evidenze scientifiche internazionali». Il Presidente dell'Ordine dei Medici di Udine, Maurizio Rocco, in linea con la posizione ufficiale della Federazione nazionale dell'Ordine dei Medici, ribadisce la netta contrarietà al rinvio di un anno dell'obbligo di presentare i certificati vaccinali per l'iscrizione alla scuola dell'infanzia e ai nidi. Per il Presidente la Scienza «deve prevalere sempre e comunque sulla politica che ha l'obbligo di rispettarla!», per questo l'emendamento approvato con il decreto Milleproroghe comporta una violazione alla scienza stessa. La necessità delle vaccinazioni è fuori da ogni dubbio come pure è inconfutabile la loro efficacia. Il presidente Maurizio Rocco cita l'articolo 32 della nostra Costituzione che tutela la Salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività.

Tutela necessaria

In nome di questo articolo, oltre che del Codice deontologico dei medici, «è doveroso che il ministro, che fra l'altro è un medico, attui questa tutela tramite politiche sanitarie che si fondino sulle migliori evidenze scientifiche a nostra disposizione. La salute pubblica, cioè della collettività, potrebbe essere inficiata da decisioni politiche non congrue con le evidenze scientifiche: queste
 decisioni non rientrano di certo nella sfera dell’autodeterminazione del
 cittadino. Fino a
quando le scoperture vaccinali rimangono isolate e numericamente non incidenti sulla soglia di copertura (“herd immunity”, ovvero il cosiddetto effetto gregge) non vi sono effetti sulla salute pubblica, ma se dovesse diventare, come pare da più parti, una
mentalità diffusa, anche a causa delle errate comunicazioni da parte dei media e delle “fake news” circolanti sui social, allora i nostri figli sarebbero esposti a rischi
eccessivi e si vanificherebbero gli eccellenti risultati, in termini
di salute, raggiunti in decenni di coperture vaccinali; sarebbe assurdo porci volontariamente in condizioni di debolezza. Sarebbe assurdo non farci trovare pronti a rispondere agli insulti degli agenti patogeni».

No all'anti scienza

Stop, dunque, all'anti-scientificità imperante (e non solo nell’ambito dei vaccini) che mette in dubbio la sicurezza e l'efficacia dei vaccini. Come Ordine dei Medici continueremo a promuovere la corretta informazione e provvederemo ad aiutare le Autorità pubbliche. «I vaccini sono trattamenti sanitari scientificamente fondati e di comprovata efficacia. E' un obbligo diffonderne l’utilizzo oltre a promuovere studi e sperimentazioni per scoprirne dei nuovi e migliorare quelli esistenti visti anche i grandi passi in avanti fatti dall’immunologia negli ultimi anni», dichiara il presidente. 
L’Ordine dei Medici di Udine continuerà ad impegnarsi per una informazione accessibile, trasparente, rigorosa e prudente fondata sulle conoscenze scientifiche e si opporrà fermamente alla diffusione di notizie che alimentano aspettative e timori infondati o in ogni caso idonee a determinare un pregiudizio dell’interesse generale. L’attività di informazione e convincimento deve rivolgersi soprattutto alla categoria degli operatori sanitari, perché su di essi ricade il ruolo di guida, di informazione e di formazione corretta della popolazione.
 

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Commenti (1)

  • Il dottor Rocco sa bene che la "herd immunity" è una inferenza statistica su una popolazione che non muta la propria composizione. Ma se l'afflusso massivo di individui provenienti da paesi in cui certe malattie sono endemiche modifica la composizione del "gregge" non esiste alcuna soglia di protezione vaccinale che lo protegga. Quindi fa bene a reclamare che la scienza «deve prevalere sempre e comunque sulla politica che ha l'obbligo di rispettarla!» ma dovrebbe anche aggiungere una postilla: sempre che non siano gli scienziati ad essere asserviti agli interessi della politica.

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