Chiusure obbligatorie nei giorni festivi in Fvg, il responso a 5 giorni da Pasqua

L'udienza della Corte Costituzionale per l'esame della legittimità costituzionale della normativa regionale che coinvolge gli sercizi commerciali della regione è stata fissata per l'11 aprile

Dove eravamo rimasti: per le scorse festività natalizie gli esercizi commerciali della regione erano stati obbligati a chiudere a Natale, S. Stefano e Capodanno. Tutte le 21 domande (fra queste quelle di Despar, Billa, Limoni, Panorama, La Gardenia) per le aperture straordinarie effettuate dalla Grande distribuzione organizzata erano infatti state respinte dal Tar, in attesa della sentenza della Corte Costituzionale. La questione era nata già il primo novembre 2016, in occasione della festa di Ognissanti, quando molti esercenti, in barba alla norma e a rischio multa, decisero di tenere aperto nonostante lo stop imposto. In quell'occasione 24 aziende della Gdo avevano domandato e ottenuto, con un'ordinanza presidenziale, la revoca della chiusura obbligatoria.

Cosa prevede la legge: Da Natale è ancora tutto fermo, in attesa del responso del tribunale dei giudici delle leggi. A chiedere il parere all'organo di garanzia era stato il Governo, impugnando la legge regionale del Friuli Venezia Giunta 4 del 2016, ritenendola incostituzionale e in contrasto con i principi europei e della libera concorrenza. La legge della nostra regione prevede la chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali in dieci giornate festive nell'anno solare: 1 gennaio, Pasqua, lunedì dell'Angelo, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 25 e 26 dicembre ma solo per quei comuni non classificati come località a prevalente economia turistica, dove sono gli esercenti a determinare liberamente le giornate di chiusura degli esercizi di commercio al dettaglio. 

Notizia di oggi è che l'udienza della Corte Costituzionale per l'esame della legittimità costituzionale della normativa regionale è stata fissata per l'11 aprile, giusto 5 giorni prima di Pasqua. A renderlo noto Arcangelo Francesco Montalvo, amministratore delegato di Aspiag Service, società alla quale fanno capo i 567 punti vendita Despar nel Nordest. Oltre all'esito di questa sentenza, un altro procedimento era in corso in questi giorni. Aspiag Service aveva infatti chiesto la sospensione dell'efficacia delle note di alcuni Comuni che esplicitano l'obbligo della chiusura. La sospensiva che chiedeva l'annullamento degli atti è stata però rigettata dal Tar. Secondo i giudici amministrativi i Comuni non hanno «esercitato alcun potere amministrativo».

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