Aquileia da scoprire: aperto al pubblico il sito archeologico “Domus e Palazzo episcopale”

Inaugurata la nuova struttura di protezione dell'area archeologica di Piazza Capitolo scoperta più di 60 anni fa. Il turista potrà ora ammirare, grazie ad un sapiente gioco architettonico, la sovrapposizione di livelli pavimentali di diverse epoche

Oggi alle 15 si è inaugurato alla presenza della presidente della Regione, Debora Serracchiani e dell'assessore alla Cultura, Gianni Torrenti, il nuovo sito archeologico "Domus e palazzo episcopale", realizzato dalla Fondazione Aquiliea. Un'area che completa la riqualificazione della piazza della Basilica, restituendo al pubblico un importante spaccato della città romana e della vita di allora, attraverso un sapiente gioco architettonico di sovrapposizione di livelli pavimentali di diverse epoche.  

"E' una parte della città che, dopo la riscoperta, ora viene riconsegnata al turismo. Un sito magnifico",  ha riferito la presidente complimentandosi per la realizzazione capace di "riqualificare preziosi reperti in tre dimensioni, una sull'altra. Questo è il frutto di un lavoro di squadra, fatto insieme a Fondazione, Amministrazione comunale, Provincia, Soprintentenza". 

L'area archeologica "Domus e palazzo episcopale" è l'esito di una lunga storia di valorizzazione, iniziata con l'acquisizione da parte dello Stato di un rustico privato denominato "stalla Violin". Già negli anni Cinquanta la Soprintendenza alle Antichità delle Venezie aveva condotto i primi scavi. Tra il 2009 e il 2010 nuove indagini promosse dalla Fondazione Aquileia e con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica del FVG hanno portato alla scoperta di una sala mosaicata dell'inizio del IV secolo, dotata di abside, e quindi alla decisione della Fondazione di attuare un progetto di copertura e musealizzazione del sito.

 Oggi, come hanno spiegato il direttore della Fondazione, Cristiano Tiussi, e la direttrice del museo archeologico nazionale di Aquileia, Marta Novello, nella nuova struttura sono visibili i significativi resti di uno degli isolati della città romana che si svilupparono, alla fine del I secolo a.C., fuori dalla cinta muraria originaria eretta quasi due secoli prima. Il percorso di visita si snoda tra pavimenti musivi delle diverse fasi edilizie del sito, visibili a tre profondità diverse, fino a quasi 4 metri sotto il piano di campagna attuale: il visitatore potrà dunque  effettuare un viaggio a ritroso nel tempo, nel ventre di Aquileia.

L'intervento, firmato dagli architetti Tortelli Frassoni, con il progetto esecutivo a cura di Mads & Associati, è costato 1,4 milioni di euro ed è stato finanziato, ha spiegato il presidente della Fondazione, Antonio Zanardi Landi, anche grazie al progetto europeo Expoaus e al generoso sostegno di alcuni mecenati dell'arte (Olimpias Group, BCC di Fiumicello e Aiello, Allianz Italia e Danieli & C Officine Meccaniche), che hanno contribuito grazie alla normativa sull'Art Bonus. Il nuovo sito rappresenta comunque solo un tassello, un ulteriore passo avanti "per rendere Aquileia più leggibile", ha detto Zanardi Landi, annunciando l'inizio dei lavori di valorizzazione della domus di Tito Macro, negli adiacenti fondi Cossar. All'inaugurazione, presente un folto pubblico e tanti rappresentanti del mondo accademico e della cultura, sono intervenuti anche il sindaco di Aquileia Gabriele Spanghero e il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini. Da domani, domenica 9 aprile, l'area sarà aperta al pubblico, gratuitamente. L'ingresso sarà regolamentato su 4 turni giornalieri, alle ore 10, 12, 15 e 17 con l'assistenza del personale di sorveglianza. Dal 7 maggio ingresso libero tutti i giorni con orario continuato 10-19. 

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