Ex Safau, nuovi immigrati tra degrado e sporcizia

Circa quindici profughi afgani si trovano nella grande area di via Milazzo: non mangiano e dormono in condizioni di forte precarietà. Residenti esasperati in tutta Udine Sud per la situazione

Parlare di emergenza profughi a Udine potrebbe sembrare eccessivo, ma la situazione sugli esuli in città pare si stia complicando di settimana in settimana. Risolta lo scorso mese la vicenda degli afgani nell'ex centro islamico, oggi il capoluogo friulano si ritrova a fronteggiare una nuova realtà complicata.

LA ZONA

Lo scenario riguarda sempre Udine sud: teatro delle ultime segnalazioni da parte dei cittadini è la Ex Safau tra via Milazzo e via Calatafimi. La struttura, da anni in stato di abbandono, è diventata lo spazio di alloggio per circa una quindicina di profughi. Stando alle testimonianze dei residenti, infatti, i nuovi arrivati vivono in condizioni di precarietà.

LO SCENARIO

Non parlano nè inglese, nè italiano e alla vista di altre persone rimangono praticamente muti: sono stati respinti, pare, dall'Austria e dalla Germania e si sono rifugiati in questa zona della città. Mangiano soltanto una volta al giorno in alcune mense riservate ai poveri e, talvolta, qualche connazionale o volontario porta loro del cibo in serata. Sul posto è stata anche trovata una grande tanica di acqua, portata probabilmente da alcuni volontari.
I profughi dormono nel vecchio gabbiotto della portineria dell'ex acciaieria, tra immondizia, ferri pericolosi e condizioni igienico sanitarie pessime.

Buona parte dei residenti si lamenta per la situazione che, come accennato, coinvolge da mesi, da est a ovest, buona parte della zona a sud di Udine: da Baldasseria all'ex centro islamico, dalla ex caserma di via Piave alla suddetta vecchia acciaieria di via Milazzo. I cittadini si appellano alle istituzioni affinchè l'emergenza possa cessare.

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