Nozze gay, i vescovi contro Honsell: "Atto arbitrario e irresponsabile"

Dichiarazione congiunta da parte dei rappresentanti delle diocesi di Udine, Trieste e Concordia - Pordenone. La replica del primo cittadino non si è fatta attendere: "Respingo le accuse. La trascrizione nasce in risposta a una precisa richiesta di equità e inclusione sociale da parte di alcuni cittadini"

Il sindaco all'atto della trascrizione

La trascrizione delle “nozze gay” già realizzata nelle anagrafi comunali di Udine e Pordenone e annunciata a Trieste, identificata come un atto “irresponsabile” e “arbitrario”. Il provvedimento sarebbe “un superficiale e ambiguo travisamento della famiglia”. Lo hanno affermano, in un messaggio pubblicato sui settimanali diocesani “La Vita Cattolica”, “Il Popolo” e “Vita Nuova”, i vescovi di Udine - Mazzoccato -, Concordia e Pordenone  - Pellegrini -, e Trieste - Crepaldi -. I Pastori delle tre diocesi sono intervenuti sulla vicenda prendendo spunto dalla conclusione del Sinodo straordinario, durante il quale “i Vescovi, riuniti attorno a Papa Francesco, hanno dato testimonianza a tutti dell'amore preferenziale della Chiesa per la famiglia”.

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Il sindaco di Udine, Furio Honsell, non ha mancato di dissentire nei confronti di queste osservazioni: “Apprezzo e rispetto il punto di vista dei Vescovi, ma sono costretto a respingere le accuse di superficialità, irresponsabilità e arbitrio mosse nei confronti di noi sindaci che abbiamo deciso di trascrivere i matrimoni omosessuali contratti all’estero”. “La trascrizione – ha spiegato il primo cittadino – nasce in risposta a una precisa richiesta di equità e inclusione sociale da parte di alcuni cittadini e si tratta di un’azione, ancorché simbolica perché non riconosce il matrimonio contratto all’estero anche in Italia, di contrasto alla discriminazione di queste specifiche persone. Non ci si vuole sostituire al Parlamento che è sovrano e che auspichiamo possa risolvere qualunque ambiguità in merito. L’atto rientra nel rispetto del diritto internazionale privato ed è un gesto che favorisce l’inclusione sociale e contrasta la discriminazione. Di fatto – ha concluso –, la trascrizione dà dignità a una scelta di vita, ovvero la convivenza di queste persone, che già è stata compiuta”

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