Realizza il sogno di diventare friulano in memoria della nonna tanto amata

La singolare storia di Anibal Martin Lescano, argentino con discendenze nella Piccola Patria, penalizzato da un vuoto normativo che lo ha visto comunque vincere la sua battaglia

Anibal Martin Lescano, felice, assieme alla moglie

Sua nonna era una Driussi, di Pagnacco, e in Argentina raccontava sempre al nipote della sua antica patria. La “abuelita” gli parlava del Friuli, di quanto fosse bello e di quanto le mancasse, e questo amore è cresciuto in lui grazie ai racconti sentiti da piccolo, facendogli sperare che un giorno avrebbe potuto dirsi friulano a tutti gli effetti. Così anche lui - Anibal Martin Lescano, un ingegnere 50enne - un giorno ha deciso di prendere armi e bagagli e di trasferirsi un anno dalle nostre parti, alla ricerca delle origini e di un legame ufficiale con l’Italia e - di conseguenza - con la Piccola Patria. 

LE DIFFICOLTÀ. La cosa - come ci ha spiegato l’avvocato Alessandro Campi, esperto di questioni legate a immigrazione e cittadinanza che ha seguito il caso - è stata più complicata  di quanto si pensasse, a causa di una situazione singolare. «La nonna di Anibal era emigrata in Argentina, ed ha avuto una figlia prima del  1948. La legge sulle cittadinanze del 1912 non prevedeva la possibilità per le donne di trasmettere la cittadinanza italiana. Successivamente la norma è stata dichiarata incostituzionale, ma la sentenza della Corte non può retroagire a prima dell'entrata in vigore della Costituzione stessa, il primo gennaio 1948. Normalmente un discendente di italiano se residente in Italia chiede al Comune di riconoscere la cittadinanza italiana. Nel caso di discendenza per via materna, secondo una sentenza della Cassazione, è necessaria una pronuncia di un giudice, non essendoci una legge che disponga per il periodo precedente alla Costituzione. Di solito si va a Roma e si cita il ministero dell'Interno, poiché il richiedente è residente all'estero. In questo caso ho fatto impugnare il provvedimento di rifiuto di iscrizione di Anibal come cittadino italiano da  parte del comune di Pagnacco, richiedendo quindi l'intervento di un giudice a dichiarare il riconoscimento della cittadinanza italiana».

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LA VITTORIA. È così che l’avvocato Campi è riuscito a sbrogliare una matassa moto intricata, garantendo ad Anibal quanto preteso in memoria della parente che tanto amò, creando nel suo piccolo un caso che fa giurisprudenza: «Il Collegio - con relatore Raffaella Gigantesco - ha dovuto valutare un caso che appare davvero unico. Sono contento per il mio cliente, che tanto teneva a questo risultato, dedicato a una persona a cui ha voluto molto bene».

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