Il sindaco Fontanini esclude i musulmani dalle esenzioni sulla Tari

Il primo cittadino modifica il regolamento comunale, escludendo le confessioni religiose che non hanno un'intesa con lo Stato. Tra gli altri sono inclusi valdesi, induisti e le comunità ebraiche

L'interno del centro islamico di Udine

È successo durante l'ultimo consiglio comunale di Udine, in merito al nuovo regolamento per l’applicazione dell'imposta unica comunale (IUC) (TARI – IMU – TASI). Il sindaco Pietro Fontanini ha modificato il regolamento comunale per l'applicazione dell'imposta unica comunale, prevedendo l'esenzione per il pagamento della Tari solo alle confessioni religiose che hanno un'intesa con lo Stato. Che tradotto significa, musulmani esclusi.

Le proteste

A sollevare la questione è stato il consigliere di Progetto Innovare Federico Pirone, ma anche l'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione. Pirone dichiara che quanto ha fatto Fontanini «è in palese violazione della nostra Costituzione e della laicità dello Stato in essa affermata: l'art. 20, in particolare, prevede che “Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività"».

L'esclusione

Quello che emerge dalla modifica effettuata dal primo cittadino, è la decisione di escludere dall'esenzione da una tassa gli edifici di culto delle confessioni prive d'intesa. Per l'Asgi è considerata illegittima, perchè "lede il diritto dei suoi cittadini e appare inammissibile in uno Stato laico in cui vige il rispetto dell'uguaglianza e della libertà di religione". Pirone poi affonda. «Con questo regolamento, la città di Udine compie un altro gravissimo passo indietro introducendo una palese discriminazione tra le religioni. Un discriminazione che lede i diritti dei cittadini e che va contro le conquiste civili e di pari opportunità che sono il bagaglio della nostra società, le “vere” tradizioni da difendere. Udine ha sempre riconosciuto e difeso il pluralismo religioso e l'uguaglianza tra i cittadini che rimangono la migliore garanzia di convivenza. La libertà religiosa è un valore che dobbiamo promuovere e difendere, non violare».

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