Il museo archeologico di Udine primo "museo dell'accessibilità"

Approvato dalla giunta il protocollo d'intesa tra Museo e Comitato provinciale di coordinamento delle associazioni disabili

Il Museo Archeologico si candida ad essere, tra i Civici Musei del Comune, il museo dell'accessibilità. La giunta comunale, su proposta dell'assessore alla Cultura, Federico Pirone, infatti, ha approvato un protocollo d'intesa tra il Museo che ha sede in castello e il Comitato Provinciale di Coordinamento delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie della Provincia di Udine.

Il testo, che sarà sottoscritto da tutte le parti, prevede uno stretto rapporto di collaborazione tra il Comune e il Comitato, collaborando a iniziative e progetti sui temi e sugli ambiti di interesse reciproco, apportando ciascuna le competenze e le risorse disponibili, affinché diventi prassi e cultura diffusa e permanente il mettere al centro del sistema museale ogni visitatore con le sue variegate esigenze.

L'ASSESSORE. «Una città moderna – commenta Pirone – , è una città che riesce a garantire a chiunque il diritto alla cultura, indipendentemente dalle condizioni fisiche, intellettive, sociali, relazionali. È dovere delle città moderne – prosegue – crescere non lasciando indietro nessuno, soprattutto i più deboli. Con questo protocollo vogliamo ufficializzare, anche nell’ambito dei servizi culturali, un percorso di coinvolgimento e di partecipazione alle attività anche dei cittadini e delle cittadine con disabilità, proponendo il Museo archeologico come primo esempio di museo in grado di interloquire in maniera stabile con il sistema dei servizi e del volontariato che, con grande competenza e passione, sul territorio si rivolge a queste persone. Il protocollo intende dunque rendere sempre più concreto questo percorso».

L'ORIGINE DEL PROGETTO. Il progetto di rendere il Museo Archeologico di Udine il museo dell'accessibilità, parte da lontano. Dal 2014, infatti, in tutti gli allestimenti delle mostre e nelle attività al pubblico si è lavorato al superamento delle barriere architettoniche, a una particolare scelta grafica, ad alcuni dispositivi di promozione e a “politiche”senso-percettive e cognitive che rendessero fruibili a tutti le opere e i materiali esposti. Il tutto grazie alla collaborazione con il Comitato provinciale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie della provincia di Udine e con il Criba Fvg (Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche).

LO SVILUPPO. Un primo, concreto, esempio è la mostra “Mense e banchetti nella Udine rinascimentale” visitabile fino al 18 settembre, dove è stata fondamentale la collaborazione con “Progetto Autismo FVG” e con le sezioni di Udine dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e dell’Ente Nazionale Sordi, che ha permesso la realizzazione di alcuni dispositivi per favorire la visita alla mostra come video per persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, video con interpretazione nel linguaggio dei segni e sottotitolati per sordi, audioguide introduttive alla mostra per ciechi e ipovedenti.

«La strada imboccata in questi anni - commenta la presidente del Comitato provinciale delle associazioni delle persone con disabilità della provincia di Udine, Ernestina Tam – dimostra un’attenzione sincera al tema dell’accessibilità per tutte le diverse disabilità, focalizzandosi non solo sul superamento delle barriere architettoniche, ma anche su quelle sensoriali e intellettive. Questa – conclude – è una testimonianza concreta di una particolare sensibilità che ci auguriamo prosegua anche nei prossimi anni».

Analoga soddisfazione la esprime Michele Franz, responsabile organizzativo del Criba Fvg, secondo cui «il Museo Archeologico rappresenta un concreto esempio di come una società realmente inclusiva possa essere realizzata solo con l’impegno di tutti, ognuno nel proprio settore di competenza. Riflettere sull’accessibilità museale, inoltre – continua –, può costituire una grande occasione, in quanto porta al centro dell’attenzione i visitatori e le loro variegate esigenze, creando spazi aperti, dialogici, empatici, che fanno dell’ascolto attivo la prima strategia per il coinvolgimento. E in questo senso il grande merito del Museo Archeologico è non aver mai voluto calare dall’alto i progetti di eliminazione delle barriere, bensì averli voluti costruire insieme ai portatori di interesse».

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