Operaio colpito da infarto muore in pausa pranzo

A perdere la vita Stefano Adami, 36enne  di Lauco, morto dopo aver ripulito dall'erba alta il camposanto di Gemona del Friuli

Aveva appena finito di falciare l'erba del cimitero di Gemona del Friuli quando un malore gli ha stroncato la vita. A morire d'infarto,  sotto il sole cocente di mezzogiorno, un uomo di 36 anni, Stefano Adami di Lauco, da 18 mesi al servizio presso la ditta Csm di Cervivento come manutentore. 

La dinamica

Dopo alcune ore passate insieme a due colleghi, al caldo, sotto gli indumenti di protezione, a ripulire le stradine e i marciapiedi del camposanto, Stefano ha riposto i suoi strumenti di lavoro quando erano da poco passate le 12. Mentre si stava dirigendo verso il furgone per andare a mangiare, si è accasciato al suolo perdendo i sensi. Allarmati per il suo stato di salute, i due colleghi non hanno perso un attimo allertando subito il Nue 112 di Palmanova. A nulla sono però serviti i soccorsi inviati dal Sores, giunti sul posto con ambulanza e automedica. Al loro arrivo, dopo oltre mezzora di manovre di rianimazione, i sanitari e i due operai hanno dovuto arrendersi al destino quando il medico ne ha constatato il decesso.

Il lutto

Della tragedia è stato informato il magistrato di turno della Procura di Udine. Sul posto anche gli uomini della polizia locale di Gemona del Friuli per i rilievi d'ufficio. Stefano Adami lascia la madre e due fratelli. La notizia ha poi raggiunto la comunità di Lauco, piccolo e caratteristico borgo carnico di 800 anime, dove il sindaco, Alcide Della Negra, ha ricordato l'impegno del giovane nella comunità e ha rinnovato le condoglianze dell'intero paese alla famiglia colpita dal lutto. "Era una persona molto conosciuta in paese -ha riferito, sconvolto, il primo cittadino al sito il Friuli non appena appresa la notizia-. Prima lavorava come boscaiolo e aveva impieghi saltuari ma, nonostante il periodo difficile, da poco più di un anno era stato assunto. Era un grande lavoratore e si dava da fare aiutando sempre chi aveva bisogno -ha aggiunto poi il primo cittadino-. Era davvero benvoluto. Insomma, era un bravo ragazzo".

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