Attentato in Bangladesh, perde la vita un 47enne friulano

L'uomo si trovava nella città asiatica per affari. Assieme a lui è morto anche un imprenditore di Cordovado

Cè anche un friulano della provincia di Udine - il 47enne ex manager di una catena di abbigliamento residente a Feletto Umberto - Cristian Rossi - tra le vittime dell’attacco terroristico a Dacca, in Bangladesh. L’uomo - secondo quanto si è saputo - si trovava all’Holey Artisan Bakery, il locale teatro della violenza, con degli amici.

Nella notte è arrivata alla famiglia la conferma del decesso da parte della Farnesina. L’uomo sarebbe dovuto ripartire per tornare in Italia giovedì. Con lui è scomparso anche un altro uomo originario della nostra regione, il giovane imprenditore di Cordovado Marco Tondat.

LA CRONACA DELLA VICENDA

LE REAZIONI POLITICHE

DEBORA SERRACCHIANI. «Marco Tondat e Cristian Rossi sono vittime di una violenza esecrabile che genera sgomento e dolore: la nostra Regione è in lutto, vicina ai familiari». Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, dopo la conferma ufficiale che tra gli italiani caduti nella strage di Dacca vi sono anche i due corregionali.

«Assieme alle altre vittime, alle cui famiglie va il nostro cordoglio, - ha continuato Serracchiani - Tondat e Rossi sono stati colpiti in modo particolarmente barbaro e vile, aggiungendo dolore al dolore. Come tanti friulani operosi, entrambi si trovavano in Bangladesh per lavoro, e ognuno era portatore di una storia personale spezzata per sempre»«La comunità regionale, che sente acuta la sofferenza per la perdita di questi suoi membri per mano assassina, rinsalda la sua forte coesione in un momento tragico».

«Confermiamo al contempo la più salda fede nei principi che ispirano il nostro vivere civile, aperto e democratico. L'unica intolleranza che possiamo concepire è nei confronti delle belve che ammazzano - ha concluso - deturpando col sangue anche la religione».

FRANCO IACOP. Il «cordoglio alle famiglie friulane di Cristian Rossi e Marco Tondat per la perdita dei loro cari nella strage di Dacca» è stato espresso dal presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Franco Iacop, cordoglio che accomuna tutte le altre vittime. «Si tratta ancora una volta - ha aggiunto - di corregionali che si trovavano all'estero per acquisire nuove opportunità o per espandere le loro iniziative imprenditoriali, come ce ne sono tantissimi in ogni parte del mondo e dei quali siamo tutti orgogliosi»

A questo sentimento - ha affermato Iacop - «si accompagna lo sgomento per l'ennesimo atto di barbarie feroce, insensato, che non può avere alcun tipo di giustificazione, un attentato terroristico che ci angoscia perché ha avuto ancora una volta come obiettivo persone innocenti. Le nostre comunità - ha concluso Iacop - piangono le loro vittime, ma è proprio in momenti come questi che tutti dobbiamo pensare a moltiplicare l'impegno e gli sforzi per estirpare questo cancro e vincere questa sfida di civiltà».

FURIO HONSELL. «A nome mio personale e della città di Udine esprimo profondo dolore e sgomento per questa nuova barbarie che si è abbattuta contro cittadini innocenti. Anzi, cittadini che portavano benessere e civiltà in territori molto difficili». Così il sindaco del capoluogo friulano Furio Honsell non appena appresa la notizia che tra le nove vittime, al momento accertate, dell'assalto terroristico dell'Isis in un ristorante di Dacca, capitale del Bangladesh, ci sono anche due friulani. «Voglio esprimere lo sdegno - prosegue Honsell - per queste manifestazioni di terrorismo che devono essere condannate con la più grande fermezza e che non possono però condizionare quelle che sono le azioni degli italiani nel mondo. Esprimo profondo cordoglio alle famiglie delle vittime friulane e piangiamo con loro per la tragica perdita di questi nostri friulani. Per il loro ricordo e per quello di tutte le altre vittime - conclude - proclameremo lutto cittadino».

MARIO PITTONI. «Sui fatti di Dacca mi aspetto ora una presa di distanza chiara e netta della comunità islamica cittadina - sostiene Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale a Udine -. Costruire una società multiculturale – diverso da multirazziale – dà comunque sempre più l'idea di una missione ai limiti dell'impossibile. Se la volontà di integrarsi c'è da una parte sola, come si sta evidenziando in troppi casi, non si va lontano». 
 

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