Sparano e feriscono mortalmente una cicogna bianca di Fagagna

Il colpo, partito sicuramente da una carabina ad aria compressa, ha ucciso un giovanissimo esemplare seguito dall'Oasi dei Quadris

Per colpa della stupidità di qualcuno, ieri mattina, Fagagna e il Friuli collinare hanno perso una loro figlia e creatura, una bellissima cicogna bianca nata e cresciuta presso l'Oasi dei Quadris, la nota riserva naturalistica che da 28 anni si adopera per l’insediamento e la reintroduzione delle cicogne inregione. Il volatile aveva solo un anno e anzichè migrare come i suoi simili, assieme ad altre 6 cigogne aveva preferito rimanere a Fagagna, stanziandosi in uno di quei nidi artificiali che l'Oasi ha predisposto sopra ad alcuni tetti della zona. Il suo sesso non era noto in quanto, una volta inanellato dall'Ispra per il monitoraggio a vista, era stato lasciato allo stato selvatico. 

I primi soccorsi

Lo scorso lunedì mattina l'esemplare era stato ritrovato accovacciato a terra dolorante da alcuni operai impegnati nel cantiere del nuovo Consorzio Agrario, posto a pochi metri di distanza dalla stessa Oasi. Vedendola impossibilita a volare, con le piume leggermente insanguinate e con le ali consumate per i numerosi tentativi che stava compiendo per potersi rialzare, i manovali l'hanno quindi prelevata e trasportata all'interno della riserva.

«Guardando gli operai arrivare con l'animale in braccio avevamo capito subito che qualcosa di anomalo fosse accaduto - ci ha spiegato Enzo Uliana, il presidente dell'Oasi dei Quadris-. Poi, osservando le ali consumate, abbiamo notato la zampa spezzata. Visti i danni, dovuti a cause allora a noi ignoti, ben poco ha potuto fare il veterinario della nostra struttura che si è limitato ad immobilizzare l'arto fratturato e a somministrare una terapia antibiotica contro il dolore in attesa degli accertamenti da svolgere presso la clinica goriziana del dottor Pesaro, il noto collaboratore dell'Università di Udine che segue i progetti sugli orsi in Fvg». 

L'amara scoperta

Una volta trasportata a Gorizia il dottor Pesaro ha effettuato le prime lastre sull'animale notando a malincuore la causa del problema: all'interno di una zampa era conficcato un pallino, da 4-5,5 millimetri in uso con le carabine ad aria compressa. «Non ci era mai capitata una cosa del genere in tutti questi anni - ha proseguito Uliana che nel frattempo ha provveduto a fare una denucia alla Guardia forestale di Coseano -. Doveva essere operata proprio ieri pomeriggio ma non ce l'ha fatta ad arrivare in sala operatoria. Invito chiunque abbia informazioni utili a farsi avanti». 

Le indagini

Il pallino è stato estratto solamente oggi presso l'Università di Udine. Da poche ore sono quindi iniziate le indagini che partiranno proprio da questo oggetto. Grazie al calibro e alla rigatura del pallino si potrà infatti risalire al tipo di carabina ad aria compressa utilizzata e a valutare la traiettoria del colpo. Un esperto del settore, che è stato già messo in contatto con la Guardia Forestale, ha offerto il suo contributo e non ha escluso ad una prima valutazione che l'animale possa essere stato colpito quando era a terra, ma questo solo un'attenta analisi lo potrà stabilire. 

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