I diritti chiamano, Udine risponde. In migliaia i friulani ieri a Trieste alla manifestazione "People, prima le persone"

Impressionante partecipazione delle associazioni udinesi al corteo che ha visto sfilare oltre 6mila persone a Trieste

Due manifestanti a Trieste con cartelli in italiano e friulano

Dalle stime sono state oltre 6mila le persone che hanno aderito alla manifestazione antirazzista "People - Prima le persone Fvg", con un corteo che ieri ha sfilato per le vie di Trieste partendo da largo Barriera e arrivando fino in piazza Unità d'Italia. Fondamentale la presenza di migliaia di udinesi che hanno risposto all'appello degli organizzatori (Rete per i Diritti, l'Accoglienza e la Solidarietà internazionale Dasi - e il Centro Balducci di Zugliano di Pierluigi Di Piazza) sottoscritto da molte associazioni e da varie amministrazioni locali, oltre che dal Partito Democratico regionale. A Trieste, tra gli altri, si sono visti i rappresentanti della Cgil di Udine, le Donne in nero, il Centro Islamico di via del Vascello, la Camera del Lavoro di Udine, il Centro di Salute Mentale Parco di Sant'Osvaldo, l'Anpi, Libera contro le Mafie, Get Up, Ospiti in Arrivo, Damatrà, Comitato stop Ttip, diversi esponenti della politica cittadina tra cui Kristian Franzil, Federico Pirone, molti militanti del Partito Democratico sia locale che regionale come Isabella De Monte, Gianni Torrenti e Debora Serracchiani. Tra questi molte famiglie e tanti privati cittadini che si sono organizzati per raggiungere Trieste in treno, auto e corriera. 

L'appello degli organizzatori

“Prima le persone, verso una manifestazione contro razzismo e discriminazione, per la convivenza pacifica e l’integrazione; dopo Milano manifestiamo anche a Trieste.” Il nostro è un appello a tutte e a tutti: diamo vita, nelle prossime settimane, a una grande iniziativa pubblica per dire che anche in FVG occorre mettere al centro le persone e l’ambiente nel quale viviamo. La politica della paura e il pensiero negativo e disumano della discriminazione vengono sistematicamente perseguiti per alimentare l’odio e creare cittadine e cittadini di serie A e di serie B. L’Italia è il Paese dai mille gesti concreti di accoglienza, il Paese che non si gira dall’altra parte, che non si vanta di aver chiuso i porti rimandando nei lager libici i migranti o non ci sta a scambiare il proprio presunto benessere con migliaia di persone morte nel Mediterraneo. L’Italia è il Paese che denuncia e si attiva contro la chiusura delle frontiere della nuova rotta balcanica; che è spaventata dall’abisso di volgare e pericolosissimo razzismo in cui ci vogliono far precipitare. Per noi, invece, nemici sono l’indifferenza, la diseguaglianza, lo sfruttamento, la condizione di precarietà.Inclusione, pari opportunità e una democrazia reale per un Paese senza discriminazioni, senza muri, senza barriere: casa, scuola, lavoro/reddito, salute sono le basi di vita da assicurare a tutte/i: questi gli ideali, i progetti, l’etica dei diritti umani uguali per tutte/i.Per questo promuoviamo a Trieste una mobilitazione regionale nelle prossime settimane. Perché crediamo che la buona politica debba essere fondata sull’affermazione dei diritti umani, sociali e civili. Perché pensiamo che le differenze – legate al genere, all’etnia, all’orientamento sessuale, alla condizione sociale, alla religione, alla nazione di provenienza o alle diverse aree geografiche regionali e persino alla salute, non debbano mai diventare un’occasione per individuare persone da segregare, nemici da perseguire e ghettizzare o individui da emarginare.  Noi siamo per i diritti e per l’inclusione. Noi, che viviamo in una regione che ha fatto della convivenza delle diversità e del plurilinguismo la sua bandiera siamo antirazziste/i, antifasciste/i e convinti che la diversità sia un valore e una ricchezza culturale. Perché ciascuna e ciascuno di noi è prima di tutto persona. Restiamo umani! 

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