Oltre 4000 mila km in bici: il friulano Miani raggiunge Capo Nord per primo e compie l'impresa

Il 39enne Michele Miani ha partecipato alla NorthCape 4000, partendo da Torino e arrivando a Capo Nord in meno di 13 giorni

Miani durante la NorthCape 4000

Solo il Gps come aggancio verso il mondo. Il resto lo hanno fatto le sue gambe e la sua forza di volontà. Michele Miani, 39enne di Cividale del Friuli, ha attraversato un continente e 10 nazioni, percorrendo più 4300 km in sella alla sua bici senza supporto alcuno, con solo il miraggio della meta leggendaria a fargli da sprone: Capo Nord. Non nuovo a imprese del genere, il ciclista friulano ha partecipato e "vinto" la NorthCape4000, l’avventura in bicicletta verso il Grande Nord, una delle corse ciclistiche più dure al mondo

La gara

Il friulano ha concluso l'impresa per primo, al fianco del tedesco Matti Koster. Per loro ci sono voluti 12 giorni, 23 ore e 50 minuti, tutti in autonomia, passati in sella alle loro biciclette senza nessun aiuto esterno. «La bellezza di un'impresa di questo tipo è che le condizioni sono uguali per tutti: non ci sono aiuti esterni, solo una meta da raggiungere. Anche il dormire e il mangiare dipendevano totalmente da noi, per cui dopo un paio di ore di sonno a notte, passate dentro una tenda messa giù dove capitava, e un pasto cosnumato al volo, poi si ripartiva verso Capo Nord».

I partecipanti sono arrivati da decine di nazioni del mondo, e sono partiti tutti insieme da Torino lo scorso 27 luglio. Ogni partecipante ha potuto decidere se viaggiare da solo o fare squadra con altri ciclisti, ma soprattutto ogni partecipanti ha avuto la completa responsabilità della gestione delle tappe, di dove riposare per arrivare al setup della bici, dell’equipaggiamento migliore per affrontare la distanza e le condizioni meteorologiche. Il percorso - tutto su asfalto - è stato fisso e uguale per tutti, ed è stato fornito direttamente dall’organizzazione.

Michele Miani

Michele Miani ha 39 anni ed è un meccanico di Cividale del Friuli con una passione per le corse estreme, nata dopo aver smesso con la moto cross. «Una decina di anni fa mi sono avvicinato al mondo della bicicletta, trovando supporto nel Team Granzon, che anche per questa avventura mi ha aiutato sia come allenamento che come supporto tecnico. Questa non è la prima impresa, due anni fa ho percorso la Trans America per 7mila chilometri e quattro anni fa una ultracycling fino in Messico». I cambi di scenari e di paesaggi e le temperature rigide, hanno però reso la NortCape 4000 un'avventura unica.

«Il bello di realizzare queste imprese è lo staccare da tutto e da tutti. Io ho una moglie e tre figli, che mi aspettano a casa quando parto e mi seguono solo con il Gps. Io parto staccando il telefono e, una volta conclusa l'impresa, torno a casa alle mie cose di tutti i giorni». Mentre parliamo con lui, infatti, Michele ammette di essere già al lavoro. «Ho terminato la corsa alle 7.50 di mattina di venerdì 9 agosto e oggi, mentre parliamo, c'è ancora qualcuno che sta percorrendo l'itinerario per arrivare a Capo Nord».

Le prossime imprese

«Ho parecchia confusione in testa, al momento. Ci sono davvero mille cose che vorrei fare, ma intanto penso alla famiglia e al lavoro e poi vedremo! Di sicuro, quando ho deciso di partecipare alla NortCape 4000 non pensavo di raggiungere la meta per primo. Il mio obiettivo era prenderla come una vacanza e svolgere il percorso in meno di 13 giorni, e così è stato... questo traguardo mi ha regalato nuove consapevolezze!»

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