Maltrattamenti all'asilo nido, maestra allontanata

Il caso riguarda una struttura privata di Udine. L'educatrice, una trentenne residente in città, avrebbe causato sofferenze fisiche e morali a bambini tra i 10 e i 22 mesi dimostrando di non saper gestire le dinamiche infantili

“Divieto di avvicinamento alle parti offese”. È questa la misura ha cui ha dato esecuzione lo scorso 21 maggio l’aliquota operativa della Compagnia dei carabinieri di Udine, congiuntamente ai colleghi della stazione carabinieri di Udine Est, nei confronti di una educatrice trentenne residente a Udine che lavorava all'interno di un asilo nido privato dell’hinterland cittadino. In sostanza la donna è stata allontanata dalla sua posizione lavorativa. L'attività di indagine - svolta da agosto 2017 a marzo 2018 - ha fatto in modo che venisse adottata dal gip la misura cautelare a carico della professionista con le accuse di maltrattamenti continuati a carico di minori affidati per motivi educativi.

La segnalazione

L’indagine, partita dopo la segnalazione di alcune colleghe dell’indagata, ha permesso di appurare che l’educatrice sottoponeva i piccoli ospiti della struttura a lei affidati, con età compresa tra i 10 e i 22 mesi (quindi incapaci di raccontare ciò che subivano), a ripetuti maltrattamenti fisici e psicofisici, mettendo in essere comportamenti inadeguati e tali da cagionare ai bambini sofferenze fisiche e morali. 

Le telecamere

I fatti, monitorati e filmati con l’utilizzo di specifica e idonea attrezzatura tecnica, relazionati all’Autorità Giudiziaria, supportati altresì da varie dichiarazioni raccolte a carico dell’interessata, hanno permesso alla Procura della repubblica di Udine, nella persona del sostituto procuratore Annunziata Puglia, titolare dell’indagine, di chiedere la misura cautelare a carico della donna poiché capace di protrarre i propri comportamenti nei confronti dei bambini dell’asilo nido. Si è quindi voluta evitare la possibile reiterazione del reato.

Le situazioni registrate

Fra i metodi non ortodossi ripresi dalle telecamere, adottati e ripetuti più volte durante l'orario lavorativo dalla soggetta, alcuni strattonamenti, sollevamenti inadeguati, l'uso dei piedi per spostare i bambini e altre costrizioni fisiche in caso di mancato pisolino.  Tutti atteggiamenti inadeguati che - ovviamente- generavano il pianto e il lamento dei piccoli impossibilitati ad esprimersi e a difendersi. Comportamenti e metodi che le immagini di videosorveglianza hanno rivelato essere assolutamente inadatti e gravi, anche se - va detto-  fortunatamente non si sono verificati episodi che hanno lasciato lesioni evidenti, ematomi, tagli o fratture. In particolar modo l'educatrice ha dimostrato di non saper affrontare nel modo adeguato i momenti più difficili che si affrontano durante la gestione quotidiana dei bimbi, ciò nonostante i titoli di studio - in teoria - adeguati alla mansione che ricopriva. 

L'allontanamento

Il giudice delle indagini preliminari, Andrea Comez, dopo attenta valutazione degli elementi raccolti, ritenendo la richiesta avanzata dal pubblico ministero proporzionata alla gravità dei fatti, ha disposto l’immediato allontanamento dell’indagata dalla struttura nonché il divieto di avvicinamento, della stessa, alle parti offese.


 

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