La Regione deregolamenta il consumo del suolo e Progetto Innovare insorge

Approvata una legge che concede libertà di costruzione per i privati a scapito delle competenze urbanistiche dei comuni

Un'immagine che rappresenta il consumo del suolo in regione

Progetto Innovare contro la pianificazione territoriale della Regione. I componenti della civica udinese accusano il consiglio regionale perchè, secondo loro, "nella nostra Regione sviluppo fa rima con deregulation e cementificazione".

Le dichiarazioni

«È incredibile come nel 2019 ci siano ancora dei politici che riescono a declinare la crescita economica come deregulation e cementificazione», così Massimo Ceccon, coordinatore di Progetto Innovare, commenta l’approvazione, il 4 aprile scorso, della
Proposta di Legge regionale 26. La “legge omnibus” approvata poche settimane fa dal Consiglio regionale, infatti, ha estromesso i Comuni da tutta una serie di procedure inerenti alla pianificazione territoriale.

La legge omnibus

Le finalità del provvedimento sono quelle del “recupero della competitività regionale” e della “razionalizzazione dell’uso sostenibile del territorio”, tradotte in pratica con la concessione di enormi libertà di costruzione per i privati a scapito delle competenze urbanistiche dei comuni. Un esempio su tutti è la possibilità, introdotta per le strutture alberghiere e per gli esercizi di somministrazione, di un ampliamento, anche in deroga alle distanze, alle altezze, alle superfici o ai volumi previsti dagli strumenti urbanistici e dai regolamenti edilizi comunali fino al 50% delle superfici esistenti nel caso di realizzazione di centri per il benessere, piscine, saune, locali per il trattamento di bellezza e relax, addirittura a distanza di 500 metri dall’edificio esistente. E ancora, al fine della riqualificazione del
patrimonio edilizio esistente a
destinazione residenziale e direzionale, sono ammessi anche in deroga alle distanze, alle altezze, alle superfici o ai volumi previsti dagli strumenti urbanistici e da regolamenti edilizi comunali, ristrutturazione e ampliamenti di edifici e unità immobiliari fino al 50% delle superfici utili e accessorie, o in alternativa, nel limite di 200 metri cubi di volume utile.

La posizione del Consiglio delle Autonomie Locali

Anche il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), chiamato a esaminare il provvedimento nella seduta del 18 marzo – «che l’Assessore Ciani, in rappresentanza del Comune di Udine, ha abbandonato dopo 59 minuti senza essere intervenuto», ha dichiarato Ceccon – ha espresso forti preoccupazioni, mettendo a verbale che: “Ai Sindaci deve essere lasciata la facoltà di attuare o meno tutte le misure previste dalla proposta di legge in esame” e che “il regime derogatorio dovrebbe poter prevedere una scadenza”.

Il consumo del suolo

«Queste ricette del passato sono tanto perdenti quanto deleterie – prosegue Ceccon – Ricordo che il rapporto 2019 dell’ISPRA fotografa il Fvg come quinta regione in Italia per consumo di suolo, con un trend in ascesa. Il suolo è una risorsa limitata e non rinnovabile, e noi siamo ancora così miopi da pensare che qualche colata di cemento possa essere un beneficio per la collettività? Diciamo pure, invece, che è un beneficio per pochi noti, a danno di tutti!».

Norma approvata nonostante gli emendamenti

Nonostante in Consiglio regionale i gruppi d’opposizione abbiano dato battaglia presentando numerosi emendamenti al testo, tutte le proposte sono state respinte, e la norma è stata approvata dalla sola maggioranza. Ora il dibattito approderà in Consiglio comunale a Udine, dove Federico Pirone, capogruppo di Progetto Innovare, ha depositato una mozione, sottoscritta da tutti i capigruppo d’opposizione (Venanzi del PD, Patti di Siamo, Bertossi di Prima Udine e Capozzi del M5S), che verrà discussa nella seduta del 29 aprile.

La mozione dell'opposizione a Udine

Lamozione esprime “la ferma contrarietà del Comune di Udine rispetto alla scelta operata dal legislatore regionale in netta controtendenza rispetto agli indirizzi europei di salvaguardia ambientale e in violazione dei più elementari principi di “lealtà istituzionale” verso gli Enti locali”. «Auspichiamo – commenta Pirone – che anche la maggioranza in Consiglio comunale sosterrà questa posizione di buon senso, chiedendo alla Regione di tornare sui suoi passi. La coalizione che sostiene Fedriga ha fatto della sussidiarietà dell’azione degli Enti locali un valore fondante del proprio programma elettorale. Si tratta di un'azione a favore dei comuni e che deve vedere la nostra città unita nel difendere le proprie prerogative a favore del territorio».

La posizione di Moretuzzo

Sulla questione interviene anche Massimo Moretuzzo, Consigliere regionale di Patto per l’Autonomia, commentando «bene che i Comuni si ribellino a questo clamoroso scippo di competenze. Ci auguriamo che questa riflessione sia condivisa in molti altri Consigli comunali: non si tratta di una battaglia di parte, si tratta di difendere le funzioni dei comuni dal neocentralismo della Regione»

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