Al tempio ossario di Cargnacco saranno inumati 10 soldati italiani caduti in Russia

Ritrovati in una fossa comune in Russia, finalmente i resti dei caduti per la Patria avranno un'ufficiale tumulazione

Il prossimo 2 marzo 2019 saranno resi gli onori solenni ai 12 caduti italiani, di cui 2 noti, i cui resti sono stati rimpatriati il 14 dicembre 2018 a cura del Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti e poi trasferiti per la definitiva inumazione nel Tempio della Madonna del Conforto di Cargnacco (Udine), dedicato ai Caduti della campagna in Russia.

La restituzione alle famiglie

I caduti noti, al termine della cerimonia saranno consegnati ai familiari. L’individuazione dei caduti in una fossa comune nella Regione di Kirov risale a giugno 2015, quando uno speleologo comunicò l’avvenuto ritrovamento della fossa comune vicino alla città di Kirov, nella quale risultavano sepolti prigionieri di guerra di varia nazionalità, tra cui italiani.

Il ritrovamento

Il Commissariato Generale, con la preziosa collaborazione con le Autorità Diplomatiche Italiane a Mosca, verificò l’esistenza della sepoltura collettiva e apprese che la stessa era situata nei pressi della linea ferroviaria utilizzata per il trasferimento dei prigionieri di guerra (tedeschi, italiani, ungheresi, polacchi, rumeni) destinati ai campi di prigionia nel nord della Russia. Durante la sosta dei treni i corpi dei militari, deceduti durante il viaggio, venivano abbandonati a ridosso dei binari e la popolazione locale provvedeva spontaneamente a dare loro rapida e pietosa sepoltura. La sepoltura, costituita da varie fosse comuni contigue distanti tra loro pochi metri, conteneva un numero imprecisato di prigionieri sepolti senza che fosse possibile distinguerne la nazionalità.

Il recupero dei caduti

I conseguenti lavori di scavo hanno consentito il recupero di circa 1657 caduti (circa 1083 nel 2017 e circa 574 nel 2018), e tra questi è stato possibile individuare 12 caduti di nazionalità italiana grazie al rinvenimento dei capi di vestiario e brandelli di uniformi di foggia italiana (come ad esempio stivali o scarponi da combattimento, che meglio hanno resistito all'azione disgregatrice del tempo), dei segni distintivi dei Reparti di appartenenza o di oggetti personali di fattura italiana reperiti addosso ai Resti.

Identificati due soldati

Per due di essi è stato anche possibile ricollegare la piastrina identificativa personale, permettendo il loro certo riconoscimento. Il Commissariato Generale, avvalendosi della collaborazione dell’Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata d’Italia a Mosca e inviando anche proprio personale sul posto, ha svolto un'attenta opera di monitoraggio sui lavori di ricerca, localizzazione ed esumazione, allo scopo di avere certezza dell’individuazione di caduti italiani.

Gli ignoti

I resti mortali recuperati nelle fosse comuni di Kirov, risultati assolutamente ignoti e di cui non era possibile nemmeno dedurre la nazionalità, sono stati sepolti nel cimitero di prigionieri di guerra del paese di Falyonki (distante circa 100 km da Shikhovo), dove le autorità russe hanno organizzato, il 7 agosto 2018, una cerimonia in occasione della tumulazione dei primi 10 di essi, a cui ha partecipato un Ufficiale in rappresentanza del Commissariato Generale.

Il rimpatrio degli italiani

Il 12 dicembre 2018, su iniziativa dell’autorità diplomatica Italiana in Russia, alla presenza dell’ambasciatore, si è tenuta a Mosca una funzione religiosa in commemorazione dei 12 caduti italiani, i cui resti sono stati rimpatriati il 14 dicembre 2018, a cura del Commissariato Generale. Una volta in Italia sono stati trasferiti, con gli onori di riton ell Tempio della Madonna del Conforto di Cargnacco, dedicato ai Caduti della campagna di Russia. Ad esclusione dei 2 noti, le cui famiglie già individuate ed informate, i 12 caduti saranno definitivamente inumati al termine della cerimonia del 2 marzo.

I soldati identificati

 I due caduti italiani di cui è stato possibile accertare l’identità noti sono: Antero Terradura, nato a Passignano sul Trasimeno (PG) il 16.01.1913, dell’11° Rgt. Art e  Giulio Lazzarotti, nato a Monchio delle Corti (PR) il 25.06.1922, dell’8° Rgt. Alp..

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