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Le Alpi Giulie? Bellissime e solitarie. Così l'alpinista Rehinold Messner parla del FVG

La nostra intervista al più famoso alpinista a livello internazionale che elogia le Alpi Giulie e parla della crisi dell'alpinismo moderno lasciando qualche consiglio a tutti gli appassionati

 

"Sono stato più volte in Friuli Venezia Giulia, in paritcolare sulle Alpi Giulie e sono ancora bellissime e solitarie".

Così l'alpinista Rehinold Messner, una vita in quota e 14 ottomila scalati, parla del Friuli Venezia Giulia e offre la sua visione di un alpinismo moderno che si configura ormai più come sport olimpionico che come reale esperienza tra uomo e montagna.

Il turismo di massa 

Dall'altra parte la grande crisi dell'Alpinismo si manifesta attraverso il cosidetto turismo di massa delle grandi cime. "Oggi gli Sherpa sull'Everest, attrezzano i percorsi per i turisti, in modo tale da rendere accessibile le montagne al turismo di massa. E dove c'è massa l'Alpinismo è nel posto sbagliato"

Il consiglio di Messner

Il consiglio di Rehinold Messner agli scalatori di oggi si riassume in una parola che l'alpinista prende in prestito da uno dei suoi numerosi viaggi in Tibet. "Kalipè, significa a passo lento - conclude - Questo è il mio consiglio agli alpinisti di oggi, un monito alla sicurezza e alla prudenza".

Rehinold Messner

Messner, oggi 76enne, è uno dei primi e più convinti sostenitori di uno stile di arrampicata che non utilizzi ausili esterni (equipaggiamento minimo e leggero, senza portatori, sherpa, né ossigeno supplementare): una filosofia alpinistica volta a non invadere le montagne, ma solamente ad arramicarle. Oggi la missione della celebrità delle montagne prosegue allì'interno dei suoi musei in Trentino Alto Adige che raccontano storie e fatti dell'alpinismo di ieri e di oggi.

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