Le note di ‘The Special Need’, nate fra Udine, Milano e Berlino

La prossima settimana uscirà nelle sale italiane il film dell'esordiente regista friulano Carlo Zoratti. Ne abbiamo parlato con Dario Moroldo, anche lui friulano di nascita ma da una decina d'anni milanese d'adozione, voce storica del gruppo musicale udinese gli 'Amari' e ora autore della colonna sonora di questo pluripremiato insolito e divertente road movie

Fra poco meno di una settimana il film di cui si è tanto sentito parlare, The Special Need, uscirà nelle sale della penisola e soprattutto in quelle del suo Friuli, terra incubatrice del lungometraggio, dei suoi protagonisti, del suo creatore, dei suoi distributori e dello stesso compositore della sua colonna sonora.

Lunedì 31 marzo alle 20.30 al cospetto dello stesso regista friulano, Carlo Zoratti, e del protagonista, Enea Gabino, verrà infatti proiettata al Visionario a Udine l’anteprima friulana del pluripremiato film. L’opera solo pochi giorni fa ha conquistato il suo quarto premio, l’Audience Award al Festival di Austin in Texas, dopo le altre tre vittorie al Dok Leipzig di Lipsia, al Trieste Film Festival e al ZagrebDox di Zagabria. L’uscita ufficiale nelle sale invece è prevista per il 2 aprile, in occasione della Giornata mondiale dell’autismo.

A distribuirlo la ‘nostra’ Tucker Film che dopo Zoran di Matteo Oleotto e TIR di Alberto Fasulo, scommette su un nuovo esordiente: un road movie, insolito e sorridente, che indaga sul tema del sesso, dell’amicizia e della disabilità. Per l’occasione, abbiamo voluto fare una breve intervista al compositore della sua colonna sonora, il palmarino Dario Moroldo, conosciuto forse più in zona come il cantante del gruppo musicale ‘Amari’.

compositore, colonna sonora, musica, The Special Need, Enea Gabino, Amari, Dario Moroldo, Carlo Zoratti, Tucker Film, Dario, sei un pittore, musicista, cantante, compositore di jingle per spot pubblicitari, paroliere e ora anche autore di colonne sonore. The Special Need è stata la tua prima esperienza? Com'è nata questa collaborazione? Parlaci un po’ del tuo metodo lavorativo e dell'esperienza affrontata. Vai pure a ruota libera.

E’ stata la mia prima colonna sonora per un lungometraggio. La collaborazione è nata prima di tutto da un rapporto di amicizia e reciproca stima con il regista, Carlo Zoratti. Carlo è stato anche il primissimo batterista degli Amari. Tre o quattro  anni fa Carlo mi ha chiamato chiedendomi se potevo realizzare le musiche per il trailer di un film ancora tutto da girare ma che attraverso pochi frame già sembrava davvero scoppiettante. Ricordo ancora cosa mi disse Carlo: " Guarda Dario, per ora non c'è un ‘dindino’, ma se davvero riusciamo a trovare qualcuno che creda in questo progetto, voglio che sia tu a realizzare la colonna sonora!" E da li è partito tutto. Ero davvero lusingato e spaventato da questa responsabilità, ma alla fine direi che è andato tutto come doveva andare. Enea, il protagonista è  stato un attore in continua evoluzione durante tutte le riprese del film e tutti coloro che hanno preso parte alla produzione hanno dovuto adattarsi ai suoi ritmi e alle sue scelte. Anche la musica è stata pensata per ‘comunicare’ e stimolare Enea durante il suo percorso di autodeterminazione. Per questo ho realizzato una colonna sonora ideale per il viaggio dei nostri protagonisti prima ancora di girare un singolo frame. Ipotizza un album di musica immaginaria in cui succedono cose pazze che spesso poco hanno a che fare con le regole del songwriting tradizionale. La nostra idea, dopo aver raccolto una lista di brani preferiti dai protagonisti della pellicola, è stata quella di realizzare prima delle musiche che potessero stimolare in senso narrativo quello che sarebbe accaduto, e quindi filmato, durante il viaggio di Enea. Finite le riprese del documentario ho poi sviluppato alcuni dei temi di questa inedita playlist da viaggio, lavorando spanna a spanna con Carlo e il montatore direttamente sulle immagini. E' stato un lavoro lungo e complesso e ho bellissimi ricordi di me che arrivo a Berlino sotto la neve con chitarre, computer ecc… per poi trascorrere giornate intere, rinchiusi, a comporre sul momento, seguendo le fasi del montaggio. La cosa più emozionante per me è stato vedere come Enea ha reagito alla colonna sonora direttamente nel film.  Uno sta a rincorrere tutta la vita quest'empatia con l'ascoltatore e poi arriva Enea che con un pugno di lacrime e sorrisi sposta ogni consapevolezza sulla tua musica. E' stata un'esperienza splendida, sia in termini umani che di crescita artistica.

E’ un film che ci consigli, immaginiamo.

The special need è un film bellissimo. E non lo dico solo perché ci ho lavorato ma perché secondo me è un film che dovrebbe essere fatto vedere nelle scuole, soprattutto per il suo valore educativo e pedagogico. E' la storia di due amici che cercano di aiutare un ragazzo, Enea, colpito da spettro autistico, apparentemente diverso ma con una visione dell'amore totalmente pura ed accecante, a realizzare il proprio sogno, fare finalmente l’amore. Raramente disabilità e amicizia sono state trattate con così tanta leggerezza e poesia; è un film che fa ridere, piangere, emozionare ed è pure un ritratto fedelissimo di veracità friulana. L'emozione più forte per ora l'ho provata al Festival di Locarno a fine proiezione del film, quando almeno 2000 persone si sono alzate per applaudire in sala. Enea era la superstar del giorno. E' un ambiente nuovo anche per me, per cui tutto quello che arriva a livello di feedback di pubblico è grasso che cola; ora che il film andrà nelle sale italiane sarò ovviamente molto eccitato ma allo stesso tempo orgoglioso.

 Qual è il tuo rapporto con il Friuli? Quale quello con Milano?

Il Friuli mi ha dato un punto di vista inedito, Bologna mi ha fatto germogliare, mentre Milano mi ha fatto capire i limiti e la concretezza delle ambizioni. Del Friuli, a parte gli affetti e i ricordi, la cosa che mi manca di più sono le montagne. Quando abbraccio mia nonna, che vive a Pontebba, mi sale un po’ di magone. Ma il Friuli per me è anche struggimento, malinconia. Qui le cose sembrano scomparire senza trasformarsi in altro. Dopo tanti anni di vita milanese, mi rendo conto che sono sempre attirato dal via vai delle metropoli. E’ una cosa più forte di me; questo nonostante la ‘Milano da bere’ diventi spesso opprimente, stancando spesso anche gli stessi entusiasti metropolitani come me. 

Ora che hai iniziato, continuerai sulla strada della composizione per film? Un accenno sui tuoi lavori futuri? 

In futuro mi piacerebbe ovviamente approfondire il discorso delle colonne sonore lavorando ad altri film e, perché no, collaborare con qualche compagnia teatrale per sperimentare qualcosina. Con gli Amari ora ci siamo presi una pausa per scrivere materiale nuovo. L’unica cosa che posso anticipare è che l'anno scorso abbiamo realizzato la colonna sonora per un’altra opera prima di un altro giovane regista italiano. Per ora però è ancora tutto top secret!

Grazie e in bocca al lupo, Dario. A te e al film!

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