Stadio Friuli, Honsell: «Ridurre le dimensioni delle insegne»

Il sindaco e il consigliere Tanzi ritornano sulla vicenda delle scritte "Dacia Arena" apposte all'esterno dello stadio dall'Udinese Calcio e sul relativo contenzioso tra palazzo D'Aronco e la società bianconera

L'esito della sentenza del Consiglio di Stato (per leggerla clicca qua) sul caso delle giganti insegne "Dacia Arena" poste sulla Curva Nord e Sud dello Stadio Friuli ha parlato chiaro: quelle scritte sono pubblicità. A festeggiare della notizia appresa in particolar modo i consiglieri Vincenzo Tanzi e Maurizio Vueli che ieri hanno dichiarato come quel pronunciamento fosse per loro "sia una  vittoria politica che amministrativa". I due consiglieri dell'opposizione  hanno inoltre ricordato come la questione fosse nata solo grazie al loro intervento e che adesso sarà da capire se esiste o meno un danno erariale considerato che in tutti questi mesi l'Udinese Calcio non ha mai pagato la tassa pubblicitaria.

BOTTA E RISPOSTA:

Non si è fatta attendere la replica del primo cittadino «Il Comune di Udine - ha dichiarato Furio Honsell -  ha fatto tutti i passi che erano necessario. Come amministrazione abbiamo già diffidato e multato l'Udinese per queste insegne e sono stato io, non certo l'opposizione, a portare la causa fino in tribunale. A questo punto - ha concluso il sindaco -, come prevede la sentenza, la società bianconera dovrà ridurre le dimensioni delle scritte».

Ma alle affermazioni di Honsell ha replicato stizzito Tanzi: «E' vero che l'amministrazione ha agito è diffidato l'Udinese Calcio, fino ad arrivare in tribunale, ci mancava che non lo facesse. Io ho le carte, le mail e gli accessi agli atti, datate 23 gennaio 2016, e la denuncia con segnalazione alla Polizia locale e a palazzo d'Aronco. Tutti gli altri atti sono a posteriori, fra queste anche quella datata 14 marzo 2016 a firma del dott. Pilosio, responsabile del procedimento amministrativo, che diffida la rimozione. Non bisogna dimenticare che grazie ad una nostra mozioneabbiamo bloccato quella delibera che Honsell voleva far passare in sordina. E oggi, senza quel nostro intervento, ci troveremmo anche a discutere del cambio di denominazione dello Stadio Friuli. Il sindaco abbia almeno l'onestà intellettuale ad ammettere come sono andate di fatto le cose. Troppo semplice adesso dire che ha fatto tutto lui.»

L'Udinese, nel frattempo, ha ribadito quella che da sempre è la sua linea difensiva: il nome della struttura è da considerarsi come “brandizzazione”, concetto differente rispetto alla diretta pubblicizzazione di un prodotto. E sarà molto probabilmente proprio su questo tema, facendo riferimento a quanto avviene in altri impianti da gioco in Germania o in Inghilterra, che la questione proseguirà da parte dei vertici dell'Udinese ancora per le vie legali.

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