Centauro ferito a morte, si apre il processo per la 22enne coinvolta nell'incidente

Rinvio a giudizio per la giovane tolmezzina che conduceva l'auto contro la quale andò a schiantarsi il 47enne motociclista Massimiliano Pillinini

La moto di Pillinini dopo l'incidente

Inizierà il 2 aprile 2020 al Tribunale di Udine con l'udienza preliminare il processo per la morte di Massimiliano Pillinini. Imputata la giovane automobilista che, mancando fatalmente la precedenza e tagliando la strada al centauro, lo travolse. A conclusione delle indagini preliminari, il pubblico ministero Elena Torresin ha chiesto il rinvio a giudizio per la 22enne tolmezzina G. C., accolto dal gip Emanuele Lazzaro. 

La condotta secondo la pm

Pillinini, che aveva 47 anni, risiedeva a Cavazzo Carnico ed era un dirigente delle Ferriere Nord di Osoppo. Il 16 settembre 2018, una domenica, stava facendo un giro con la sua Ktm 690 Duke B3, percorrendo la Strada Regionale 512. Alle 10.25 si trovava poco fuori il centro abitato di Cavazzo, all’altezza dell’intersezione con via 4 Novembre. Ed è da questa laterale che l’imputata, alla guida di una Fiat Grande Punto a bordo della quale si trovava anche la figlioletta di tre anni – provenendo da Cavazzo Carnico – è uscita e, girando a sinistra verso Somplago per immettersi sulla Regionale, avrebbe tagliato la strada al motociclista. Il sostituto procuratore scrive “per inosservanza delle norme sulla disciplina stradale, in particolare degli artt. 145 e 154 del Codice della Strada” nella richiesta di rinvio a giudizio. “Segnatamente – prosegue il provvedimento – , per aver omesso di dare la precedenza alla moto di Pillinini, che in quel frangente stava percorrendo la SR nell’opposta corsia di marcia e in prossimità del citato punto di intersezione, nonché per aver omesso di eseguire la manovra di svolta a sinistra con la massima prudenza e senza creare pericolo per gli altri utenti della strada, andando a collidere con il motociclo”.

La corsa in ospedale

Pillinini è andato a impattare contro la parte centro-anteriore della fiancata sinistra della Punto. Lo scontro è stato terribile, il centauro è stato caricato sul cofano, ha sbattuto contro il parabrezza ed è stato sbalzato in aria rovinando sull’asfalto ad alcuni metri di distanza. A nulla è valsa la corsa disperata dell’elisoccorso partito da Campoformido che l’ha trasportato all’ospedale di Santa Maria della Misericordia di Udine, dov’è giunto in condizioni disperate, spirando alle 14: troppo gravi le lesioni riportate. Il 47enne è deceduto per “arresto cardiocircolatorio irreversibile in soggetto affetto da stato di shock traumatico-emorragico conseguente a trauma cranio-encefalico, trauma toraco-addominale e traumi polifratturativi ossei” continua il pm citando le conclusioni della perizia medico legale.

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La perizia

La pm ha disposto sia l’esame autoptico sulla salma della vittima, incaricando come proprio consulente tecnico medico legale il dottor Ugo Da Broi, sia la perizia cinematica per ricostruire la dinamica e le cause del sinistro, affidando l’incarico al perito Vito Toneatto: alle operazioni peritali hanno partecipato, come consulenti di parte per la famiglia della vittima, anche, rispettivamente, il medico legale dottoressa Elisa Polonia e l’ingegner Iuri Collinassi. Il Ctu ha escluso qualsiasi concorso di colpa in capo al motociclista, “che procedeva, al momento della percezione del pericolo, ad una velocità di 65 km/h, ben al di sotto del limite, che in quel tratto è di 90 (…) In conclusione, non vi è alcuna condotta colposa del conducente della moto, a suo carico non si ravvisano alcuna inosservanza delle norme del codice della strada né negligenza, imprudenza o imperizia: non avrebbe potuto fare nulla per evitare l’incidente. La causa tecnica esclusiva del sinistro è riconducibile alla condotta di guida dell’indagata che, dopo essersi fermata sulla linea di arresto, si immetteva sulla SR 512 ottenendo di concedere la precedenza”. Una condotta di cui i familiari della vittima chiedono conto. La figlia 19enne della vittima, Valentina, l’anziana mamma Bianca e i fratelli Dario e Danilo, per essere assistiti, attraverso l’Area Manager e responsabile della sede di Udine, Armando Zamparo, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A.

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