Ibis friulano arriva a Malta e scatena una caso internazionale

Prima l'avvistamento sensazionalistico all'interno del campo da calcio della nazionale maltese, poi tutta una serie di eventi che hanno coinvolto giornalisti, birdwatching, curiosi, ammiratori, polizia e Ministero dell'Ambiente. Tutti in campo per cercare di sottrarre l'uccello dalle mani dei peggiori predatori: i cacciatori di frodo

L'ibis eremita, la particolare specie in via di estinzione al centro delle attività di reintroduzione svolte all'interno dell'Oasi dei Quadris, – a memoria - non era mai stato visto sorvolare il cielo sopra le isole maltesi.

Dopo l'emigrazione verso l'Italia Meridionale - di cui vi avevamo parlato qualche settimana fa -, un esemplare particolarmente freddoloso ha volato ancora più a sud, raggiungendo nei giorni scorsi l'arcipelago situato al centro del canale di Malta, a 80 chilometri dalla Sicilia. Ma il caso ha voluto che planasse proprio nella capitale, a La Valletta, all'interno dello stadio Ta 'Qali, dove gioca e si allena la nazionale maltese. All'interno dell'impianto, in quel momento in uso, c'era un fotografo sportivo, Domenic Aquilina, che, incuriosito da quello strano "corvaccio calvo", l'ha immortalato con il suo teleobiettivo avviando subito alcune ricerche per risalire a quale tipo di specie appartenesse. A farsi carico di quella ricerca, il quotidiano “Malta Indipendent” che in poche ore ha portato avanti l'indagine e che oggi ha pubblicato un lungo articolo che riassume la vicenda che poi ne è scaturita.

L'ibis, in effetti, non era mai stato visto prima a quelle latitudini. Attraverso il lavoro di alcuni birdwhacher locali si è però riusciti a risalire al fatto che attorno ad una sua zampetta ci fosse un anello recante il codice “015”. Un paio di telefonate, due dati incrociati e, voilà, la redazione ha scoperto che i sospetti erano corretti e che si trattava realmente di un ibis calvo (Geronticus eremita), nato in Friuli in quell'Oasi dei Quadris di Fagagna che, qualche anno prima, avevano già sentito nominare dopo l'avvistamento e l'uccisione da parte di alcuni bracconieri di un paio di cicogne bianche "friulane" in volo sull'isola.

Dal Friuli al Sud Italia: l'ibis friulano torna ad essere "eremita"

La notizia dell'arrivo dell'Ibis a La Valletta ha fatto in poche ore il giro dell'isola, attraendo diversi curiosi, animalisti ma anche cacciatori di frodo. Per salvaguardare Iris dai malintenzionati - così è stato chiamato dai maltesi il giovane ibis - si è così messa in piedi una macchina organizzativa che ha coinvolto volontari, poliziotti e birdwatcher, coinvolti nel suo inseguimento nel tentativo di tenerlo lontano dagli sguardi indiscreti dei cacciatori e di vederlo riprendere il volo. Ma, nonostante si allontanasse, Iris puntualmente tornava a banchettare con i lombrichi presenti allo stadio di calcio Mfa.  A questo punto, considerando la situazione di pericolo dell'animale e l'uccisione di altri suoi simili nel napoletano, l'Unità per gli uccelli selvatici di Malta, con il coinvolgimento della Forza di Polizia di Malta e del Ministero dell'Ambiente, dello Sviluppo Sostenibile e del Cambiamento Climatico, ha deciso di contattare l'Oasi dei Quadris e di metterlo in viaggio affinchè potesse tornare finalmente - sano e salvo - a casa. 

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