«I tiranni che hanno ucciso Regeni finiscano come Massimino il Trace sotto Aquileia!"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Rinnovate a Udine le onoranze civiche alla memoria del ricercatore presso la Colonna della Giustizia, in concomitanza con la commemorazione dell'epica resistenza popolare aquileiese del 238 “25.VI.17 / Folc che ur trai ai Faraons dal Egjit di cumò e a chei sfondrâts malandrets che ju poin tant di là che di ca de Aghe mediteranie, vendûts par bêçs o par nuie a opressôrs dôs voltis sassins dal valorôs nestri Giulio Regeni. orgoi dal Friûl e ideâl citadin de capitâl Udin, Aquilee gnove, cjastì dai tirans!”. Questa la fremente dedica in “marilenghe” che il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic” e il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" hanno deposto presso la colonna forense udinese “della Giustizia”, domenica 25 giugno 2017, nella 17^ ricorrenza mensile dell'impunita tragedia di Giulio Regeni: “finîts che a son 17 mês cumò che nus àn robât Giulio e 1779 agns che Mari Aquilee e à savoltât il despote mondiâl Massimin”. Rinnovato, dunque, il nesso ideale tra la proba tenacia del giovane ricercatore fiumicellese scomodo al regime egiziano del generale al-Sisi e il mito identitario dell'antica irriducibilità del popolo della grande Aquileia, virtù di cui diede suprema prova proprio nel 238 d.C. quando osteggiò l'imperatore romano Massimino il Trace, giudicato tiranno, e gli tenne testa sino a sopraggiunto ammutinamento delle sue legioni. “Al pertinace valoroso friulano dei giorni nostri e a tutti noi l'augurio di vedere i tiranni d'Egitto trascintati nel fango da una legittima rivoluzione, unica vera forma di giustizia umana accettabile a riscatto del caso che ha offeso la nostra patria e la civiltà attraverso il deliberato massacro di un nostro valentissimo figlio! Facciano la fine di Massimino il Trace sotto le mura della nostra Aquileia!” s'è detto durante la cerimonia commemorativa, presieduta dal prof. Alberto Travain, leader dei due sodalizi promotori. Presente anche il sindaco della “capitale” del Friuli, prof. Furio Honsell, che ha voluto ricordare inoltre le vittime friulane del barbarico attacco terroristico a Dacca, nel Bangladesh, il 1° luglio 2017, Cristian Rossi e Marco Tondat, vittime ora ricordate da uno striscione esposto al Terrazzo della Cancelleria di Palazzo D'Aronco, municipio di Udine.

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