Tu li ospiti e loro cucinano per te: il progetto di un informatico e un'impiegata di banca

Elisa e Massimo amano viaggiare, il teatro, stare in mezzo alla gente ma, soprattutto, amano cucinare. Hanno ideato "Host&Cook": loro preparano la cena per chi è disposto ad ospitarli e a offrire la colazione, in cambio di un tempo di condivisione diverso dal solito

Massimo Franceschet e Elisa De Luca

Non sono cuochi, ma amano cucinare. E, del cibo, amano il suo potere di condivisione. Quella capacità che hanno i sapori e gli odori di creare armonia e relazioni, anche tra sconosciuti. E per questo, Elisa De Luca e Massimo Franceschet, hanno pensato di mettere a disposizione questa loro passione per creare nuovi momenti di convivialità.

Host&Cook

L'idea è semplice, ed è qualcosa che, per necessità, si è sempre fatto. Chi vuole partecipare mette a disposizione la propria casa, ospita Massimo ed Elisa per la notte, gli prepara la colazione il giorno dopo, mentre loro si occupano della cena. «Lo abbiamo pensato soprattutto come un momento di condivisione, un modo alternativo di stare insieme, attraverso il veicolo del cibo», ci racconta Elisa. Nessun lucro, piuttosto uno scambio, dove ognuno mette quello che ha e che più lo rappresenta: da una parte la passione per il cibo, dall'altra la propria casa. Nel mezzo, la possibilità di un incontro dalle mille potenzialità. Quello che può succedere, durante una serata "Host&Cook" è il nascere di una conoscenza o di una bella amicizia, o anche nulla: una serata può rimanere una serata e basta. 

L'idea

«Siamo cuochi improvvisati ma con parecchia fantasia e una buona dose di incoscienza. Soprattutto, abbiamo un sacco di cose divertenti da raccontare», ci tengono a precisare Elisa e Massimo, che hanno avuto l'idea di condividere la loro passione dopo anni di corsi di cucina ma, soprattutto, dopo una serata di capodanno trascorsa a cucinare e mangiare e parlare e poi ricominciare tutto da capo. «Sia io che Elisa siamo single e a capodanno ci siamo ritrovati entrambi senza programmi particolari. Quando ci siamo sentiti - ci racconta Massimo - ci siamo detti: perché non fare la cosa che ci riesce meglio? Allora ci siamo ritrovati a casa di Elisa nel pomeriggio e fino dopo la mezzanotte abbiamo cucinato tutto quello che ci venina in mente. Mentre lo facevamo ci siamo detti "perché non farlo per gli altri?" e nel giro di pochi giorni abbiamo aperto il blog».

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Chi sono

Massimo Franceschet ha 48 anni ed è originario di Vittorio Veneto. Di professione fa il professore associato di informatica, presso l'Università degli studi di Udine. Dopo aver lavorato diverso tempo a Pescara, è rientrato a Udine dove ha cominciato a frequentare corsi di teatro e di cucina. Ama molto cucinare il pesce e negli anni ha approfondito la conoscenza della cucina macrobiotica. «A 19 anni sono uscito di casa e sono stato costretto a imparare a cucinare, anche perché tutte le fidanzate che ho avuto non sapevano sbattere nemmeno un uovo. La passione per il cibo me l'ha trasmessa mia mamma, che era cuoca». Elisa De Luca di anni ne ha 44 e di professione fa l'impiegata di banca e di recupero crediti. In cucina si sbizzarrisce soprattutto con le verdure e i diversi tipi di cereali. «Credo che il cibo sia un importante veicolo sociale, non solo mangiarlo, ma anche prepararlo. L'idea del progetto è proprio questa, vivere un po' di ore tutti insieme, condividendo spazio e tempo». I due si sono conosciuti facendo teatro, quindici anni fa, e da allora hanno condiviso corsi di cucina, spettacoli, viaggi, tante ricette e confidenze. Ora sono pronti ad aprire il loro modo di essere agli altri.

Come fare

Per sperimentare questa nuova idea di convivialità si può contattare Elisa e Massimo attraverso il loro blog "Host&Cook". Loro risponderanno chiedendo un primo appuntamento. «Per noi è importante conoscere le persone da cui andremo a cucinare: il menù lo decidiamo insieme, ma sapere qualcosa in più di chi ci ospiterà ci aiuta a immaginarci il tipo di cucina più adatto alla serata». Dopo aver stabilito una data e un menù, secondo i gusti e le esigenze di chi ospita, sarà il momento della cena. «L'idea è di avere molta libertà e agio: chi ospita può decidere di partecipare alle preparazioni oppure bersi un bicchiere di vino mentre noi cuciniamo con le pentole e gli strumenti che troveremo a disposizione. Ma poi ci siederemo a tavola tutti assieme, perché lo scopo è creare un momento di convivialità nuovo, che terminerà con la colazione del mattino seguente». L'idea, quindi, è riferita a cene per un massimo di sei persone, inclusi i cuochi, durante il fine settimana.

Elisa e Massimo hanno già alcune prenotazioni: due fuori regione («questo può essere un buon modo anche per viaggiare e conoscere posti nuovi!», ammette Massimo) a Roma e Amsterdam e due in provincia. «A marzo saremo a Colloredo di Soffumbergo e a Oltris, frazione di Ampezzo. Qui, in particolare, cucineremo per il dittico artistico Hackatao».

Insomma, pensate a cosa vorreste mangiare, rifate i letti e preparatevi per una serata decisamente fuori dagli schemi!

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