Delitto Eufemia Rossi, condanna a 17 anni per l'omicida Gianni Lirussi

La sentenza è stata pronunciata oggi dal GUP di Udine Paolo Milocco. L'episodio risale all'aprile del 2011, quando la donna venne trovata col cranio sfondato in un canale di Cesarolo, in comune di San Michele al Tagliamento

«Quando mi ha detto che pure mio padre non aveva voglia di fare nulla come me non ci ho più visto e l'ho sbattuta contro il muro, poi contro un tavolino che c'è nel garage. Lei è caduta e io me ne sono andato in giro» Così aveva dichiarato agli inquirenti il 66enne assicuratore Gianni Lirussi durante l'interrogatorio nel quale gli veniva imputato l'omicidio della compagna Eufemia Rossi, all'epoca 56enne, titolare del bar dell'ospedale di Latisana.

Il Gup di Udine, Paolo Milocco, lo ha condannato oggi a 17 anni di reclusione. La donna venne uccisa il primo di aprile del 2011, e fu trovata morta il giorno dopo, con il cranio sfondato, lungo il canale Cavrato a Cesarolo di San Michele al Tagliamento (Venezia).

La richiesta iniziale della pubblica accusa, rappresentata dal Pm Maria Caterina Pace, era stata per l'ergastolo, diminuito poi a 30 anni con la richiesta di rito abbreviato. La fattispecie attribuita nel caso era omicidio volontario aggravato. Il difensore, l'avvocato udinese  Daniela Lizzi, aveva invece invocato l'omicidio preterintenzionale.

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