Nuova gestione alla Cavarzerani: appalto al ribasso e ospiti in aumento

Dal 15 settembre a gestire l'appalto dell'ex caserma Cavarzerani è la cooperativa Medihospes di Bari, colosso nazionale già al centro di diverse indagini per i legami con Mafia Capitale

Dal 15 settembre scorso è definitivamente subentrata nella gestione dell'ex Caserma Cavarzerani, dopo la proroga concessa dalla Prefettura, la cooperativa Medihospes onlus di Bari al posto della Matrix che, a suo tempo, aveva sostituito la Croce Rossa Italiana. Un appalto sofferto, che ha visto l'esclusione proprio della Cri e che sarebbe dovuto cominciare a giugno. Un appalto che fa finire anche la Cavarzerani (e quindi Udine) nel giro dei centri di accoglienza gestiti dalla superpotenza nazionale della Medihospes, dando un definitivo colpo di grazia al sistema dell'accoglienza diffusa a gestione locale.

La cooperativa 

Un asso pigliatutto. Il giro di affari della cooperativa di Bari, che fino all'anno scorso si chiamava Senis Hospes, si attesta - secondo i dati del Viminale del 2017 - intorno ai 20 milioni di euro, con la gestione di 15 centri in tutta Italia, da Pordenone (e ora anche Udine) a Messina, e più di 500 dipendenti. La Medihospes non si occupa però solo di gestione di centri di accoglienza (benché questo servizio sia quello che l'ha fatta crescere durante il boom degli arrivi: in pochi anni, infatti, il fatturato e il numero di dipendenti dichiarati sono aumentati esponenzialmente) ma offre servizi di assistenza domiciliare, assistenza e riabilitazione disabili, assistenza e tutela minori, outsourcing di servizi infermieristici e assistenziali, residenze e centri diurni per anziani e offre anche la gestione globale di servizi assistenziali e alberghieri. Una cooperativa che in diverse forme (vicinanza ideologica ma anche societaria) si lega al gruppo La Cascina, colosso nazionale della ristorazione nato nel 1978 per volere dei gruppi di Comunione e Liberazione all'interno dell'Università La Sapienza di Roma e finito completamente invischiato in Mafia Capitale, per cui furono ben 44 gli arrestati. Vicepresidente de La Cascina e poi amministratore delegato di Senis Hospes, oggi Medihospes è Camillo Aceto, già arrestato nell’aprile 2003 nell’ambito di un’inchiesta sulla fornitura del servizio pasti delle mense ospedaliere e scolastiche a Bari. La stessa coop è finita al centro dello scandalo per la gestione del centro di Borgo Mezzanone in provincia di Foggia dopo l’inchiesta dell’Espresso condotta dal giornalista Fabrizio Gatti.

Il bando

A partecipare al bando aperto dalla Prefettura di Udine "per l'affidamento dell'appalto dei servizi di gestione e funzionamento del centro di accoglienza presso l’ex Caserma Cavarzerani con capienza 300 posti" sono stati diversi soggetti di cui ammessi nove su dieci: Ospita S.r.l., costituendo RTI Esse Quadro Cooperativa Sociale mandataria e Ad majora s.r.l.mandante, Ors Italia, costituendo RTI Versoprobo S.C.S. mandataria e LUNA S.C.S mandante, Coop. Sociale Medihospes Onlus, Società Cooperativa Sociale Consorzio Matrix, Associazione La Mano di Francesco Onlus, Società Minerva S.C.P.A, L’Impronta Società Cooperativa Sociale. Ad aggiudicarsi l'appalto, appunto, la Medihospes con una gara a ribasso.

È stato così approvato "il verbale di gara 51252 del 03.07.2019 e la verifica di anomalia prot. n. 61173 del 08.08.2019 depositati agli atti e contenenti la proposta di aggiudicazione del servizio di accoglienza di n. 300 cittadini stranieri giunti nel territorio nazionale e in attesa del loro inserimento nel programma di protezione per richiedenti asilo da svolgersi presso la ex Caserma Cavarzerani di Udine a Medihospes Coop. Sociale Onlus verso il costo di € 22,64 pro capite pro die comprensivo di 2,50 di pocket money e tessera telefonica (€. 0,027 al giorno); di aggiudicare il servizio alla suddetta Cooperativa Sociale, dando atto che il provvedimento diverrà efficace dopo la verifica positiva del possesso dei prescritti requisiti".

La gestione

La cooperativa sociale Medihospes di Bari gestisce dunque la Cavarzerani dallo scorso 15 settembre, avendo ottenuto il miglior punteggio totale (era la migliore per l’offerta tecnica sull’organizzazione del servizio e seconda per il ribasso e l’offerta economica) su un importo a base d’asta di 2 milioni e 764 mila euro. Benché sia troppo presto per tirare le somme sulla gestione della cooperativa, dopo che non si erano riscontrati problemi durante il periodo affidato alla Matrix, un primo dato è già certo: l'aumento delle presenze. Benché il flusso degli arrivi sia entrato nella fase calante, dal mese scorso si è passati da circa 200 a 319 persone ospitate nell'ex caserma. Un dato interessante per due motivi: il primo che in un momento in cui gli arrivi dovrebbero assestarsi, alla Cavarzerani sono in netta crescita, il secondo è che il bando parla chiaramente di "massimo 300 persone", facendo così scattare l'irregolarita.

La gestione della Medihospes, cooperativa che è stata coinvolta anche nella gestione dei residence a Roma dopo lo sgombero di Primavalle (dove erano previsti ben 585 euro a ospite per 170 persone, stipulato col comune di Roma) andrà in scadenza il 15 settembre del 2020.

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