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Future Forum, da Udine a Napoli la rassegna su futuro e innovazione

Il 20 ottobre al via la seconda edizione dell'evento, in parallelo tra il capoluogo friulano e la città partenopea: focus sui cambiamenti per lavoro, sapere, etica ed economia

Future Forum, la rassegna della Camera di Commercio di Udine per le imprese, il territorio e il futuro (www.friulifutureforum.com / www.futureforum.it) dedicato alle visioni e pre-visioni di futuro nell’economia, nella società e negli stili di vita, è pronto a realizzare la sua seconda edizione, con diverse novità.

Si snoderà quest’anno, infatti, lungo due programmi paralleli: uno nuovamente a Udine tra il 20 ottobre e il 28 novembre (con apertura ufficiale il 21 ottobre alle 17), e uno a Napoli, in contemporanea a Udine per una settimana, dal 22 al 28 ottobre.  

Il Future Forum, incentrato sulla cultura dell’innovazione e sugli scenari futuri, è sempre realizzato con le partnership internazionali di Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo in Europa), Copenhagen Institute for Futures Studies, Center for Houston’s Future. E il suo valore aggiunto è nell’aver saputo catalizzare l’impegno di una rete locale quanto mai diversificata, che assieme alla Cciaa vede il Comune di Udine, l’Università di Udine e la Regione, nonché una serie di enti, istituzioni, realtà associative, da vicino/lontano alle categorie economiche, dal DiTeDi a Friuli Innovazione, dal sistema scolastico a quello sociale.
A Napoli è organizzato con il Forum Universale delle Culture, nel cui programma si inserisce l’edizione napoletana del Future Forum. 

Saranno offerti, da laboratori e centri di ricerca, uno sguardo e una riflessione collettiva sul futuro, che il cuore del nord-est produttivo e la capitale del Mezzogiorno hanno richiesto ai più importanti e autorevoli studiosi ed esperti internazionali e italiani, chiamati a confrontarsi in più di cento dibattiti, conferenze, workshop, case-history dal mondo, nelle sale del Teatro San Carlo a Napoli e della sede della Camera di Commercio a Udine. 

Come cambieranno lavoro, economia, saperi ed etica, tecnologia e trasferimento tecnologico, sanità e salute, gusti e alimentazione, città, turismo? Le imprese e l’economia delle popolazioni immigrate nelle nostre città per quanto rimarranno economie extranazionali, estranee alla produzione del Pil locale e nazionale? E, prima di tutto, come si studia il futuro? Le future leadership nazionali saranno realmente multietniche? E come si formerà la classe dirigente multirazziale del futuro? Tutto è periferia di qualcos’altro o esistono dei centri e delle periferie? Sono queste alcune delle domande da cui si snoderà la riflessione del Future Forum. 

I temi della seconda edizione del Future Forum, a Napoli e Udine 

Scenari di futuro: datagate, nuove tecnologie, evoluzioni impreviste della globalizzazione, conflitti e flussi interetnici e religiosi, nuovi modelli economici… Chi sarà l’homo novus del 2034? In quante dimensioni potrà abitare contemporaneamente? Secondo quali modelli relazionali potrà agire? Saremo tutti periferie di qualcos’altro? O servi-meccanismi di servi-meccanismi? 
Affronteranno questi interrogativi: Carsten Beck del Copenhagen Institute for Futures Studies (“I megatrend: segnali deboli di un imminente futuro”); John Wilburn del Center for Houston’s Future con Alberto Felice De Toni, rettore dell’Università di Udine (“Disegnare scenari locali per leggere la realtà e il cambiamento nel mondo”); Paola Annoni, policy analist presso la direzione generale delle Politiche Regionali e Urbane della Commissione UE (“La competitività delle regioni italiane ed europee”); l’esperto di big data dell’Università di Oxford, Viktor Mayer-Schönberger (“La rivoluzione scientifica dei prossimi 20 anni: i big data – controllo, ma anche progresso”). 

Lavoro e impresa: siamo dentro una crisi o siamo entrati nella quarta rivoluzione industriale? Sono solo italiani i bamboccioni? Chi sono quelli che sono già chiamati “extra-leader”? Quali professioni spariranno e quali emergeranno nei prossimi decenni? Quante professioni dovrà gestire ogni persona contemporaneamente? La classe media è il nuovo sud economico? E infine: “chi si offre volontario”? 
Ne parleranno Peter Marsh, editorialista del Financial Times (“The new industrial revolution! – opportunità per l’Europa e il mondo”); David Halabisky dell’OCSE (“Andiam, andiam, andiamo a lavorar…”); Henrik Jensen del Copenhagen Institute for Futures Studies (“Il futuro della work-life in Europa”); Helen Kersley della New Economic Foundation con Flaviano Zandonai di Euricse (“Chi si offre volontario?”); il direttore dell’OCSE Sergio Arzeni con Marco Orioles dell’Università di Udine e Jay Mitra dell’Università di Essex (“Tra l’Italia e il nulla: il tesoro nascosto delle economie escluse”); Ann Franz, del Northeast Wisconsin Technical College (“Costruire non è mai stato così interessante”); Anna Rubin dell’OCSE (“Le eccellenze locali come progetto di sviluppo”); con loro Carlo Borgomeo della Fondazione con il Sud e Debra Mountford dell’OCSE. 

Città: James Meade, Premio Nobel per l’Economia, scrisse che Agathotopia era un’isola lontana ma raggiungibile anche da qui, non come l’isola – irraggiungibile – di Utopia: non la perfezione, ma “un buon posto per vivere”. Come saranno le città del futuro? Quale sarà il posto migliore o peggiore dove vivere? 
Ne parleranno: Lionel Devlieger, del collettivo belga ROTOR, celebre per le pratiche di riuso (“I re Mida – forme di recupero per il rinnovamento di materiali e luoghi”); Alastair Donald del Future Cities Project (“Il richiamo della città: da slums alla periferia” e “Verso un nuovo umanesimo in architettura”); Fulvio Irace del Politecnico di Milano con Matteo Robiglio del Politecnico di Torino (“Programmazione e visione: una città costruita insieme”); Roberto Siagri di Eurotech, insieme a Roberto Masiero dello Iuav di Venezia e ad Aldo Bonomi del Consorzio ricerca Aaster (“Dalla smart city alla smart land?”). 

Salute e scienza: la conoscenza della mappa del DNA permetterà di prevedere, oltre che le malattie, anche la nostra propensione al crimine? Sarà meno difficile essere anziani? Come moriremo in futuro? Come evolveranno le nanotecnologie e cosa potranno determinare nella nostra vita quotidiana? Clonazioni, virus ed età: chi e soprattutto cosa diventeremo nei prossimi vent’anni? 
Mauro Ferrari del Methodist’s Hospital di Houston (“Nanotecnologie ovunque”); Nicolò Carnimeo dell’Università di Bari con Antonello Pasini del CNR (“Com’è profondo il mare sotto questo sole – sostenibilità e cambiamento climatico dal mare al cielo”); Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, con Andrea Manfrin, dell’Università di Kent (“La farmacia nel futuro”); Michele Morgante, dell’Università di Udine, con Harald Von Witzke, dell’Università Humboldt di Berlino, e con Massimiano Bucchi dell’Università di Trento (“Il futuro dell’alimentazione tra tradizione e innovazione”); il genetista Guido Barbujani (“La società al microscopio”); Gilberto Corbellini, dell’Università La Sapienza di Roma, con Giuseppe Remuzzi, direttore di tutte le attività di ricerca della sede di Bergamo dell'Istituto Mario Negri (“Il futuro della medicina fra molecole e cellule”); Iona Heath del College’s International Committee e dell’Ethics Committee del British Medical Journal con Roberto Mordacci, preside della Facoltà di Filosofia del San Raffaele di Milano (“Questioni di vita e di morte”), daranno risposte a questi interrogativi. 

Turismo e industrie creative: e se qualcuno ricominciasse il Grand Tour tra vent’anni, cosa cercherebbe in Italia? Come sarà il turismo di mezzo secolo: esperienziale o virtuale? Le industrie creative saranno la manifattura dell’anima o la vera novità economica del secolo? 
Parleranno di industrie culturali e creative e di turismo il capo della divisione Turismo dell’OCSE Alain Dupeyras (“Industrie culturali e creative e turismo”); il direttore generale del Ministero del Turismo Ninni Cutaia con Jeroen Oskam dell’European Tourism Futures Institute e Albert Postma dell’European Tourism Futures Institute (“Ancora il Grand Tour nel 2050: il turista cerca esperienze. Il turismo offre esperienze”); Martin Kruse del Copenhagen Institute for Futures Studies (“Turisti non più per caso”). 

Trasmissione dei saperi: nel prossimo futuro invecchieranno bene i nativi digitali? Le scuole chiuderanno per inutilità o avranno preso a insegnare futuro, invece che riepilogare passato? Come evolverà la cultura digitale? Apprezzeremo le diversità o ci silenzieremo nell’omologazione indistinta? Come sarà e cosa dovrà sapere e poter fare il professore-modello del futuro? 
Tra gli studiosi invitati: Orna Mager del Centro israeliano Modi’in con Antonella Agnoli, del CDA dell’Istituzione biblioteche di Bologna (“Conoscere non è mai stato così social: dalle biblioteche 2.0 al lifelong learning”); Peter Bishop del Center for Houston’s Future (“Una scuola future oriented – i metodi educativi ufficiali cercano il futuro, ma insegnano quello che sapevamo ieri”); Mark Pagel dell’Università di Reading (“Tutti uguali! La fine dell’antropologia: difendere la diversità per combattere l’omologazione che non crea adattamento”). 

Mare: i porti del futuro saranno la ragione della collaborazione tra nord e sud? Il mare, come la terra, è una risorsa limitata: perché la stiamo consumando indiscriminatamente? I porti sono ponti e il mare infrastruttura? 
Se ne discuterà con il senior policy analist presso l’OCSE Olaf Merk (“I porti glocali – il futuro dei porti e della retroportualità”); Marco Ponti del Politecnico Milano e Deborah Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ed esperta di infrastrutture (“Gli sviluppi possibili dei porti – il futuro dei porti e della retroportualità”). 

Programma e informazioni su: www.friulifutureforum.com  (link diretto www.futureforum.it) Info e prenotazioni Udine: friulifutureforum@ud.camcom.it ; Info e prenotazioni Napoli: futureforum@fondazioneforum2013.it - 324 5949643 (lun-ven ore 10/12 - 14/18) 

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