Furti di rame da 300mila euro, quattro arresti: la banda ha colpito a Gemona

Il gruppo partiva da Bergamo e metteva a segno i colpi, per la maggior parte nelle stazioni ferroviarie

Un controllo lungo i binari da parte della Polfer

Associazione a delinquere e furto aggravato in concorso per ben 18 colpi messi a segno tra il settembre 2016 e l'aprile del 2018 in Veneto, Lombardia e in Friuli, dove hanno colpito a Gemona. Sono le accuse che gravano su tre uomini arrestati (un quarto risulta ancora latitante), dagli agenti della Polizia Ferroviaria di Verona.

I soggetti

A finire in manette sono stati un rumeno dell'89, un kossovaro dell'88, e un italiano del '46. Il quarto uomo da arrestare è un albanese, classe 1977. Tutti e quattro vivevano in provincia di Bergamo. Gli stranieri sono stati rinchiusi nel carcere della città orobica, mentre per il 72enne italiano sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’indagine

Gli arresti sono scattati lunedì scorso, 12 novembre, e sono stati ordinati dal Tribunale di Verona in seguito ad una lunga e puntigliosa indagine sviluppata dalla Squadra rame del settore di Polizia giudiziaria della Polizia ferroviaria di Verona. L’indagine era finalizzata a contrastare i furti di rame a danno delle ferrovie. Si tratta di furti che destano allarme anche a livello europeo per le pesanti interruzioni nel servizio pubblico dei trasporti.

Il metodo

L'operazione della Polizia Ferroviaria è andata a buon fine grazie all'installazione, richiesta dagli agenti e attuata da Rfi, di un allarme che ha permesso di stabilire il momento esatto in cui venivano compiuti i furti. I colpi erano organizzati di notte e i ladri cercavano di portarsi via i cavi di rame chiamati "red". L'asportazione di questi cavi non avrebbe interrotto la circolazione ferroviaria, ma avrebbe manomesso soltanto il riscaldamento dei cambi dei binari, che quindi si sarebbero ghiacciati con le basse temperature invernali. In ogni caso, non venendo compromessa la circolazione dei treni, gli addetti si sarebbero accorti del furto con giorni di ritardo e questo rendeva facile il compito dei malviventi che di notte partivano dalla provincia di Bergamo, prendevano tutto il rame che potevano, e di giorno cercavano di venderlo a dei "rottamatori" di fiducia. Rottamatori su di cui gli agenti stanno svolgendo ulteriori accertamenti.

Allarme

Con l'installazione dell'allarme, i poliziotti hanno potuto tentare in un'occasione di cogliere i malviventi sul fatto, ma non sono riusciti ad arrestarli. Conoscendo, però, il momento esatto del furto, gli agenti hanno potuto richiedere informazioni utili per risalire all'identità degli autori. Attraverso l'intreccio di dati come la lettura delle targhe da parte delle telecamere e il traffico telefonico, i poliziotti hanno accertato la presenza degli arrestati nei luoghi dei furti. L'installazione dell'allarme è avvenuta solo nel marzo del 2018, ma una volta conosciuta l'identità dei componenti, gli agenti hanno verificato se la banda aveva colpito anche in altre occasioni. Così, la Polizia Ferroviaria ha potuto attribuire la responsabilità agli arrestati di ben 18 furti, che solo alle ferrovie hanno provocato un danno da 300mila euro. Ma tra il 2016 e il 2017, il rame sarebbe stato asportato anche da altre infrastrutture pubbliche

I luoghi

Diversi colpi sono stati commessi a Peschiera e Castelnuovo del Garda, ma risultano toccate dall'attività illecita della banda anche i binari bresciani di Calcinato, quelli vicentini di Montecchio Maggiore e Alonte e quelli friulani di Gemona del Friuli.
 

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