Moria di api in Friuli: a rischio l'ecosistema. L'insetticida per il mais l'indiziato n. 1

Api, spopolamento di alveari in una trentina di comuni della provincia di Udine. Più colpita l'area del Friuli centrale e collinare. Monitoraggio da parte del Consorzio Apicoltori di Udine. Barberio, "Situazione preoccupante per i produttori e l'ecosistema"

Spopolamento di alveari in gran parte della provincia di Udine. La moria di api registrata nelle scorse settimane interessa prevalentemente la zona del Friuli centrale e collinare ma segnalazioni arrivano anche da produttori di Gemona, Terzo d’Aquileia e Cividale. Una trentina gli apicoltori che registrano una forte diminuzione delle api nelle arnie dei loro impianti produttivi. Il fenomeno, insomma, è diffuso sul territorio e la Provincia di Udine, tramite l’assessore all’agricoltura Leonardo Barberio che ha acquisito il monitoraggio effettuato dal Consorzio Apicoltori di Udine, esprime forte preoccupazione, denuncia la situazione e lancia l’allarme: oltre a compromettere l’attività e la produzione degli apicoltori, infatti, la moria di api rappresenta un serio rischio per tutto l’ecosistema naturale. La diminuita attività di impollinazione svolta dalle api mette a repentaglio la riproduzione delle piante con un effetto moltiplicatore su tutto il comparto agricolo e quindi alimentare.

Indiziato numero uno dello spopolamento degli alveari, pare essere l’utilizzo, per la concia del mais, di un insetticida a base di neonicotinoide thiacloprid vietato fino allo scorso anno e autorizzato nel 2014 dal Ministero della Salute con alcune modifiche. La moria è stata accertata a pochi giorni dalla semina del mais avvenuta in luoghi limitrofi agli alveari e, come si registra analizzando la diffusione del fenomeno in provincia di Udine, è localizzata maggiormente nelle zone caratterizzate da coltivazioni intensive di mais. Un leggero contatto con questa sostanza è letale per le api.

Sulla reale causa non ci sono ancora certezze: tutte le ipotesi al momento vengono valutate anche se il fenomeno interessa anche altre zone del Nord Italia e l’origine pare essere comune. Alcuni dei produttori friulani colpiti dallo spopolamento hanno registrato l’anomalia proprio in questi giorni in concomitanza con l’inizio delle prime operazioni di smielatura. La produzione, che avrebbe dovuto essere buona anche in relazione alle favorevoli condizioni meteorologiche e alle fioriture, si è presentata meno consistente del previsto proprio per la moria delle api.

L’assessore Barberio ha chiesto al Consorzio Apicoltori di Udine un costante aggiornamento della situazione di cui informerà anche il Ministero della Salute. Barberio al riguardo, rivolge un appello alla Regione Fvg alla quale è stata fornita la medesima documentazione, affinché valuti la possibilità di varare misure ad hoc a sostegno degli apicoltori viste le ricadute negative sulla produzione di questa prima parte dell’anno.

Sugli impianti colpiti dalla moria, sono stati fatti rilievi ufficiali da parte delle Aziende sanitarie e campionamenti dal Servizio Sos Spia (Squadra di Pronto intervento apistico) rientrante nel progetto Beenet.

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