Addio al Tribunale di Tolmezzo: per Fontanini una scelta scellerata

Il Presidente della Provincia di Udine è intervenuto oggi alla manifestazione organizzata ai tre confini per difendere il presidio giudiziario di Tolmezzo, facendo sentire la sua voce in modo energico come d'abitudine

Il Presidente Pietro Fontanini

“Siamo qui per ribellarci contro le assurde logiche che denotano le decisioni assunte dal governo Monti, decisioni che non soltanto schiacciano l’autonomia e l’autodeterminazione dei singoli territori ma persino provocano una debacle nell’economia e nell’assetto sociale e giuridico”: questo l’incipit dell’intervento del Presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, oggi a Tarvisio, durante la manifestazione indetta per urlare un no assoluto ai decisori romani che, “in nome di non si sa bene quali presunti risparmi, vogliono toglierci il Tribunale di Tolmezzo, impoverendo una zona, quella montana, che sta già arrancando per sopravvivere. Chiudere il Tribunale, fra l’altro strettamente associato alla presenza di uno dei 14 carceri di massima sicurezza, significa non soltanto violare apertamente il dettato dello Statuto di autonomia del FVG, ma anche imporre diktat che ledono il prioritario interesse del singolo territorio, ledendo in questo modo il patto federalista e la condizione specifica di territorio speciale che ci contraddistingue”, puntualizza Fontanini.
 
“Non resta che tacciare di scelleratezza e miopia politica la revisione centralista delle circoscrizioni giudiziarie: il governo avrebbe dovuto tagliare laddove le spese risultano eccessive e non è riscontrabile un ritorno per l’economia del territorio, anziché sforbiciare in maniera insensata quegli uffici giudiziari che hanno dimostrato in così lunghi anni di funzionare, e funzionare bene, oltre che fornire servizi utili ai cittadini”. Inoltre, accanto a queste ragioni, si affiancano altre a suffragare la necessità del mantenimento del Tribunale tolmezzino: vastità del territorio, caratteristiche morfologiche dell’area, distanza dal confine con Austria e Slovenia, precisa il numero uno di Palazzo Belgrado. Sull’argomento il Consiglio provinciale aveva espresso la contrarietà alla nuova mappa romana approvando un ordine del giorno inviato ai Ministeri: le motivazioni addotte nel documento mettono al primo posto la tutela dei servizi essenziali, assicurati dai presidi giudiziari di prossimità, gli elevati standard di efficienza e produttività certificati dalle circoscrizioni giurisdizionali oggetto di cancellazione, il positivo impatto economico e sociale determinato dal permanere degli istituti giudiziari per l’area dell’Alto Friuli.
 
Il numero uno di Palazzo Belgrado parteciperà lunedì 30 luglio alla seconda manifestazione, questa volta per difendere il tribunale di Palmanova.
“Anche qui – ricorda Fontanini – la scelta presa dal Governo comporta una drastica riduzione dei servizi per i cittadini, contravvenendo al contempo al decreto legislativo che prevede la riorganizzazione dei tribunali all’interno della stessa Provincia. Basti pensare a un dato: i provvedimenti civili innanzi al tribunale di Udine hanno tempi pari a circa 2 anni e mezzo. A Gorizia bisogna aspettare un anno in più. Se di riforma bisogna parlare – ha chiosato Fontanini – si tratti almeno di una riforma migliorativa e non peggiorativa”.
 

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