Figlia e padre malato bloccati in India: lui non si sveglia ma l'ospedale vuole essere pagato

La paradossale vicenda di una famiglia friulana: Carlo Zamarian, affetto da un grave tumore, si è fatto operare in India, dove è andato con la figlia Monica. Dopo l'intervento non si è svegliato e non può essere rimpatriato e il costo del ricovero sale di giorno in giorno

Carlo Zamarian con la figlia Monica

Un padre malato e la figlia sono bloccati in India dopo un'operazione: l'uomo non si sveglia e non può essere trasportato e l'ospedale di Nuova Delhi vuole che la famiglia saldi il costo delle cure e del ricovero non previsto.

La storia

Una diagnosi, terribile come se ne sentono sempre più spesso e alle quali non si può far l'abitudine. A Carlo è stato diagnosticato nel giugno del 2017 un oligodendroglioma anaplastico fronto-parietale sinistro, un tumore al cervello terribile che due operazioni hanno tenuto a bada, fino a quando, nell'agosto del 2019, la malattia è ritornata. 

La sua famiglia ha così deciso di tentare il tutto per tutto, rivolgendosi a uno dei migliori neurochirurghi asiatici, il dottor Anil Kumar Kansal, che si era reso disponibile a tentare una nuova operazione. Il 30 gennaio, Carlo Zamarian è così partito per l'India insieme a una della sue figlie, Monica, dopo che una raccolta fondi gli aveva permesso di pagare la costosa operazione. Nei mesi scorsi, infatti, sia tramite Facebook sia con il passaparola, la famiglia di Carlo, titolare di un negozio di assistenza per computer a Latisana, era riuscita a raccogliere diverse migliaia di euro necessarie per il viaggio e il ricovero a New Delhi.

L'incubo

Una volta in India, però, le cose non sono andate come sla famiglia di Carlo sperava. Il costo dell'operazione è aumentato e Carlo non si è ancora svegliato. Lui e la figlia 24enne Monica sono così bloccati in ospedale, con una doppia minaccia: che l'uomo non si svegli e che l'ospedale gli impedisca il rimpatrio fino a che i soldi per il ricovero, che aumentano sempre di più, non saranno interamente versati.

«Siamo partiti io e mio padre per l’India il 30/01/2020, ci hanno fatto un altro preventivo di 9.700 dollari e abbiamo accettato comunque perché eravamo disperati. Ora sono passate quasi 3 settimane, mio padre non si sveglia e io sono qui da sola a subire le minacce dell’ospedale. Ci hanno detto che dobbiamo pagare un supplemento. Noi abbiamo richiesto l’aiuto all’ambasciata per riportare mio padre in Italia e continuare le cure li, ma l’ospedale ci ha detto che almeno per altre due settimane mio padre non può essere trasferito, quindi ci hanno fatto un preventivo di 20.700 dollari per i giorni che sta facendo in più, e la cifra salirà sempre di più. Mi stanno dicendo che se non pago questa cifra chiameranno le autorità locali, e non ci permetteranno il rimpatrio fino a quando non salderemo il debito. Sono disperata e ho bisogno di aiuto. I soldi aumentano sempre di più, e noi non possiamo permettercelo».

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