Auguri Friuli! Oggi la "Piciule patrie" compie 940 anni

Si celebra oggi la ricorrenza dell'istituzione della Patria del Friuli, quando Sigeardo ricevette da Enrico IV l'investitura a Duca del Friuli. A Sappada le celebrazioni di quest'anno

La bandiera patriarcale, conservata al Museo del Duomo di Udine

Buon compleanno Patria del Friuli!. Il 3 aprile di 940 anni fa nasceva lo Stato patriarcale friulano - la Patrie dal Friûl -, un’istituzione che rappresentò per quei tempi un esempio unico di democrazia. Per le celebrazioni ufficiali di questi giorni è stata scelta Sappada, luogo simbolico da sempre legato a quelli che furono i territori patriarcali, che da anni sta tentando l’ingresso nella nostra regione. «Sappada ha innegabili motivazioni di carattere geografico, storico, culturale, economico, religioso e linguistico che la legano al Fvg – ha detto il presidente della provincia Fontanini –, affinità mai venute meno alle quali si aggiunge anche l’appartenenza all’Arcidiocesi di Udine. Eppure sta ancora aspettando il passaggio nella nostra regione, un trasferimento sancito dalla volontà popolare mediante il referendum del 2008 ma che si è insabbiato in Parlamento e non si sa quando ripartirà».

LA STORIA. Enrico IV, sceso in Italia per ottenere la revoca della scomunica ricevuta da papa Gregorio VII (celebre l'episodio della cosiddetta umiliazione di Canossa), si trovò ben presto ad affrontare una rivolta dei nobili, dovuta alla sua lontananza ed al fatto che il papa, pur avendo ritirato la scomunica non aveva annullato la dichiarazione di decadenza del trono. Risolti i problemi con il papa Enrico tentò di precipitarsi in patria per ristabilire il suo potere, scoprì però che i nobili locali che controllavano i valichi alpini si erano schierati con la nobiltà tedesca, vista al momento come favorita. Solo il patriarca di Aquileia, Sigeardo di Beilstein, gli concesse di passare. Il 3 aprile 1077, per la fedeltà dimostrata, Sigeardo ottenne dall'imperatore Enrico IV, che nel frattempo era riuscito a ristabilre la sua autorità, l'investitura feudale di Duca del Friuli, Marchese d'Istria e il titolo di Principe, costituendo quindi il Principato ecclesiastico di Aquileia, feudo diretto del Sacro Romano Impero.

I CONFINI. La patria era delimitata a nord dalle Alpi, a est dal corso del Timavo, a sud dal mare Adriatico ed a ovest dal corso del Livenza e, cosa piuttosto rara per i ducati dell'epoca, a parte alcuni piccoli territori sotto diretta dipendenza dell'Impero, godeva di unità territoriale. Anche i successori di Sigeardo, che per lungo tempo saranno tutti di origine germanica, seguirono tale linea filo-imperiale, il che permise loro di consolidare lo Stato, la Patrie dal Friûl, che oltre giunse ad includere anche Trieste, l'Istria, la Carinzia, la Stiria, il Cadore. L'autonomia durò fino al 1420: nel 1411 il Friuli divenne campo di battaglia per l'esercito imperiale (schierato con Cividale) e quello veneziano (schierato con Udine). Nel dicembre del 1411 l'esercito dell'imperatore si impadroniva di Udine ed il 12 luglio 1412 veniva nominato nel duomo di Cividale il patriarca Ludovico di Teck, ristabilendo quindi la linea filo-imperiale. Di lì a poco i veneziani dichiararono guerra al Friuli, allo scopo di impadronirsi delle sue rotte commerciali e per eliminare un potente sostenitore dell'Impero, il quale a sua volta mirava a mantenere la Patria nella sua orbita per avere un accesso sicuro all'Adriatico. Gli scontri furono lunghi e sanguinosi, con alterne vicende, ed i veneziani si diedero spesso al saccheggio delle campagne per costringere i nemici alla fame; alla lunga però le truppe venete respinsero gradualmente quelle imperiali. Il 13 luglio 1419 i veneziani occuparono Cividale e si prepararono alla conquista di Udine, che cadde il 7 giugno 1420, dopo una strenua difesa; alla testa delle truppe di invasione e portante il vessillo di San Marco c'era Tristano di Savorgnan, nobile friulano che si era "dato" a Venezia. Perso anche l'ultimo baluardo e vista sfumare ogni possibilità di vittoria, i nobili friulani si arresero, e caddero infine Gemona, San Daniele, Venzone, Tolmezzo e Monfalcone: era la fine dello stato patriarcale friulano. La pace fra Venezia e l'Impero sancì lo stato di fatto, riconoscendo ad entrambi i contendenti il possesso dei territori occupati in quel momento.

FESTEGGIAMENTI. Cultura, musica e simboli del Friuli, sono gli elementi identitari che la Provincia di Udine ha valorizzato nel suo programma di iniziative in occasione della Festa del Friuli.

Nuovo Liruti on line. Oggi, alle 17, nel salone del Consiglio provinciale, è in programma la presentazione del “Dizionario biografico dei friulani - Nuovo Liruti” in versione sito internet: 2620 voci biografiche raccolte in 9 volumi, sono state rese fruibili, a portata di click, per approfondire la storia e la cultura del Friuli. Le biografie degli uomini e delle donne che hanno fatto la storia del Friuli sono consultabili on line. A dieci anni dall’uscita del I volume (il Medioevo) e a cinque dalla conclusione dell’opera con la pubblicazione del III tomo (L’età contemporanea), il Nuovo Liruti, Dizionario Biografico dei Friulani ha un sito web dedicato. Non si tratta di una semplice trasposizione dell’edizione a stampa: le voci sono, infatti, accessibili in un vero e proprio dizionario biografico digitale con un’interfaccia grafica accattivante e dotato di numerose funzionalità che potranno essere utilizzate sia dallo studioso sia dal semplice cittadino che voglia approfondire la storia e la cultura di questo territorio.

“A racuei ti voi lis stelis”, concerto di musiche friulane. Sempre stasera, alle 20.30, all’auditorium Zanon di Udine, appuntamento con l’ensamble Kalikànthos che eseguirà brani classici tradizionali alternati a brani di più recente composizione di autori friulani. Accompagnate dai musicisti, interpreteranno i brani in marilenghe Mariangela Casagrande (soprano) e Loreta Battistella (mezzosoprano), alla direzione il maestro Olinto Contardo. Presenta Mariangela Fantin. Sul palco anche Elena e Tiziano del Gruppo Danzerini Udinesi che proporranno alcune coreografie.

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