Terminato il viaggio alla scoperta del Natisone: 62 km in river trekking tra rapide e sorprese

Il fiume ha plasmato il paesaggio passando da stretti canyon a larghe valli, da pozze cristalline a laghi fluviali

Nel mese di agosto come preannunciato è stata condotta a termine la discesa del Natisone in quattro giorni dalla sorgente alla sua confluenza con il fiume Torre.

L'avventura

"Il viaggio - fanno sapere Andrea Mocchiutti e Ilaria Olivo, protagonisti dell'iniziativa  - è stato affrontato con la tecnica del rivertrekking, ossia camminando e nuotando dentro l’alveo, lasciandosi guidare e trasportare dalle sue acque. Un modo diverso di vivere la settimana di Ferragosto certamente alla ricerca di un po’ di sollievo dal caldo nell’acqua fresca del fiume, ma anche un viaggio che guarda oltre delle semplici vacanze per i suoi obiettivi. L’esperienza, infatti, ci ha permesso di conoscere il fiume anche nei tratti meno percorsi riservando molte piacevoli sorprese lungo il tragitto. Abbiamo incontrato molte persone che sono affezionate a questo fiume e lo frequentano da anni o altre che lo hanno conosciuto per la prima volta. E’ un fiume che accomuna la gente di montagna con la gente di pianura, le vallate di Slovenia con quelle d’Italia. Una strada d’acqua che ha consentito nel tempo e consente ancora oggi di collegare l’alta pianura friulana con le remote vallate delle prealpi Giulie. Non sono mancate le difficoltà dati i numerosi imprevisti, come alcune inaspettate cascate e la forte pioggia imprevista che ci ha colti di sorpresa a metà percorso ingrossando il fiume".

Le emozioni

"Ogni chilometro dei 62 percorsi  - proseguono - ci ha riservato delle emozioni inaspettate, e abbiamo frenato l’entusiasmo di andare avanti per incontrarle solo per alcuni minuti periodicamente necessari a raccogliere i dati di alcune misurazioni scientifiche, come quelle riguardanti lo stato ecologico del corso d’acqua. Con fotografie e video abbiamo ripreso come il fiume ha plasmato il paesaggio passando da stretti canyon a larghe valli, da pozze cristalline a laghi fluviali. In questo periodo di cambiamenti climatici la temperatura dell’acqua del fiume è un parametro importante per comprendere il suo stato di salute. Le temperature più alte, 23 gradi,  si sono misurate quando minore era la sua portata, che varia molto lungo il suo alveo dal 200 litri al secondo alla sorgente ad alcune migliaia lungo il percorso fino a ridursi a zero presso la confluenza con il torrente Torre. Il Ph invece, è rimasto senza grandi variazioni ed intorno a 8.3, un valore congruo con i sali carbonatici disciolti nelle sue acque, dando dimostrazione del buono stato del fiume da monte a valle.

Le criticità

Tuttavia, alcune criticità sono state riscontrate soprattutto in corrispondenza degli scarichi dei piccoli depuratori che in occasione di piogge intense non riescono a trattare l’acqua in eccesso che raggiunge il letto del Natisone senza essere depurata.

"Uno degli aspetti più belli  che ci ha reso orgogliosi di credere nel miglioramento della realtà - concludono - è stato accorgersi di non aver incontrato nemmeno una bottiglia di plastica nel fiume e che raro è stato il ritrovamento di rifiuti, nonostante la presenza di centinaia di bagnanti e pescatori lungo le sue sponde. Emozioni, luoghi meravigliosi da scoprire ed esplorare, particolarità naturalistiche e geologiche…vorremmo condividere tutto questo per renderlo facilmente fruibile attraverso un libro in cui il fiume si racconta con i suoi occhi, quel fiume che ha scandito il ritmo dei nostri 62000 passi". 

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