"Basta col falso mito che fuori dal Fvg si lavora di più e meglio”

Oltre 4mila giovani friulani hanno cercato opportunità di occupazione all'estero. L'ANCL Fvg: la chimera dell’estero va demitizzata

Oltre 4mila giovani friulani lo scorso anno hanno cercato opportunità di occupazione all’estero (Germania, Regno Unito, Spagna le mete europee prescelte; Brasile, Stati Uniti e Australia quelle extraeuropee), ma davvero fuori dall’Italia si lavora di più e meglio? 

E’ uno dei punti discussi al convegno "Giornate di studio di Diritto del lavoro europeo", organizzato dal consiglio regionale Fvg dell’Associazione nazionale dei consulenti del lavoro (ANCL)tenutosi il 29 novembre a Palmanova. Comparando l’ordinamento giuridico italiano con altri sistemi europei, in particolare il “caso” spagnolo e quello francese, si scopre forse che licenziare oltre confine è più facile, ad esempio, o che vi sono minore garanzie sulle assunzioni. Insomma, la chimera dell’estero va demitizzata: “sin dai primi anni di scuola inculchiamo ai nostri giovani il culto dell’estero - ha detto a margine del convegno il presidente nazionale ANCL Dario Montanaro -, un’apertura culturale che ora è superata, visto che il territorio di realizzazione professionale è il mondo stesso. Ma poi tutti desiderano tornare, e allora bisogna rendere attrattivo il lavoro nel paese di origine, visto che su quei giovani noi abbiamo investito.

Anche in Fvg sempre più laureati puntano all’estero per una carriera più veloce o gratificante: “E’ davvero giustificata la fuga dei cervelli - si chiede la presidente regionale ANCL Anna Maria Ermacora -, o forse è solo più semplice fare impresa? Peccato che poi chi dalla nostra regione sia “scappato” in Slovenia e in Austria inseguendo il falso mito che “all’estero è sempre meglio che in Italia”, dopo pochi anni sia tornato in Friuli-VG. Bisogna capire quali sono i punti deboli della regolamentazione del mercato del lavoro e come mantenere qui le risorse, valorizzandole”. I relatori – i docenti universitari Francisco Josè Barba Ramos e Cristina Lessi, moderati dalla prof.ssa Roberta Nunin - hanno fatto il punto su contrattazione collettiva, rapporto di lavoro individuale, flessibilità, normativa sui licenziamenti relativamente ai paesi Spagna e Francia. Il seminario proseguirà a febbraio con una seconda giornata, stavolta dedicata al Regno Unito e alla Germania. sempre alla ricerca di nuove risposte alle conseguenze della Brexit e alla migrazione intellettuale del brain drain, e per approfondire il tema dell’internazionalizzazione ed europeizzazione del diritto del lavoro.

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