"Rune", un cjant a là cjargnele tra Doro Gjat e Lino Straulino

«Se l’orizzonte mi chiude a nord est, io l’orizzonte son pronto a girarlo». Online la nuova traccia che apre "Orizzonti Verticali", il secondo disco di Luca Dorotea

 

Il video "Rune" di Doro Gjat  feat. Lino Straulino è stato girato, suonato e registrato dal vivo in presa diretta in alta Val Tagliamento da Davide Nicolicchia. Si tratta di un live ad alta quota uscito anche per festeggiare i tre anni dall'uscita del primo disco "Vai Fradi", i 2 album pubblicati con 6 videoclip ufficiali e gli oltre mille concerti. «Questi numeri non significano nulla rapportati alla soddisfazione di aver toccato il cuore di molti di voi con le mie parole - ha spiegato l'artista dalle sue pagine social. Tuttavia il mondo del web (che nel 2018 combacia perfettamente con quello della musica) guarda solo alle cifre. Quindi un po' me la meno perchè, da artista indipendente proveniente da una regione piccola ed isolata come la mia, considero questi piccoli traguardi dei grandi risultati. Grazie a tutti voi per esserci stati - ha poi concludo Doro -. Continuate a seguirmi perchè non ho proprio intenzione di fermarmi adesso».

Cast and credits 

Directed, filmed and edited by: Davide Nicolicchia x Beyond Video Prod.
Recorded live and mixed by: Marco Badini Art direction: Luca “Doro Gjat” Dorotea Graphic 
design: Andrea “Style1” Antoni Lyrics: Luca 'Doro Gjat' Dorotea, Lino Straulino
Produced by: Christian 'Kappah' Pevere 
Co-produced by: Giacomo 'Sanchez' Santini, MIrko Caso, Luca Moreale & Elvis Fior 
Acoustic guitar: Giacomo 'Sanchez' Santini 
Electric guitar: Luca Moreale 
Bass: Mirko Caso Drums: Elvis Fior 
Chorus: Lino Straulino

Il testo

Inizio ’sto disco cantando di me
Perché è il momento più giusto per farlo
Se l’orizzonte mi chiude a nord est
Io l’orizzonte son pronto a girarlo
Ho scritto “Vai Fradi” per tutti i paisàns
Cantando del sole che filtra tra i rami
E degli occhi di lei, di che canterei
Se mi rubassero anche i panorami?
Io canto le storie che mi porto dietro
Storie normali e altre speciali
Ma che ho intravisto soltanto di sbieco
Nascondo le occhiaie qui sotto gli occhiali, ripeto
Canto le gocce di poggia studiandone il volo mentre sto disteso
Arazzi di lana di roccia prendevano forma mentre li tessevo
Non ero cosciente del mio potenziale
Ma le montagne mi han fatto da muse
Ho cantato ma spesso ho dovuto anche urlare
Per spalancare le porte socchiuse
Ho cantato due lingue, una minoritaria
Piena di accenti che sembrano rune
Ho cantato una terra coperta di ghiaia
Piena di segni che sembrano rughe
E non ho più vent’anni ma li porto bene
è un puzzle composto da 33 pezzi
Le parti sommate ne danno l’insieme
E se gli orizzonti ora son verticali
Ci cambia i tramonti e anche il corso dei fiumi e il colore dei mari
Ci cambiano i piani
E intanto io canto perchè non ho pace
Sotto sto cielo di nubi perlacee
Non canto per farci due entrate
Se un giorno ci campo è anche giusto, scusate
Non canto per loro, io canto per noi
Noi che passiamo giù al fiume l’estate
L’inverno tra i monti e le creste ghiacciate
Da un mare di forse ne usciamo a bracciate
Io canto per noi
Non canto per loro e nemmeno per l’oro, io canto per noi (x4)

STROFA 

E jo i cjanti, i cjanti, i cjanti e no sai bielsol parce
E jo i cjanti, i cjanti, i cjanti
Nome che par consolami me (x2)
Fasin un cjant a là cjargnele
Ca lu sintin di lontan
Ca lu sintin in ta me tiere
'na ca l'e il gno paesàn

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