Abbattuti nuovamente in Friuli i campi di mais ogm di Giorgio Fidenato

Ieri mattina il Corpo Forestale Regionale ha distrutto le coltivazioni transgeniche presenti a Vivaro e a Colloredo di Monte Albano. L'esecuzione è avvenuta in seguito all'ordinanza del Ministero dell'Agricoltura che ne imponeva la distruzione

Come promesso a fine inverno, a inizio primavera Giorgio Fidenato aveva seminato nuovemente mais Mon 810 nei suoi campi di Vivaro e Colloredo di Monte Albano. Una scelta dettata dall'entusiasmo della sua vittoria legale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (sentenza che stabiliva che "qualora non siano accertati rischi per la salute umana, degli animali o per l'ambiente, dall'utilizzo di sostanze geneticamente modificate, né la Commissione né gli Stati membri hanno la facoltà di adottare misure di emergenza quali il divieto della coltivazione") e dalla voglia di sfidare nuovamente un'altra direttiva europea che secondo il paladino transgenico non crea parità tra agricoltori e imprenditori di paesi europei differenti contravvenendo ai trattati fondanti dell'Unione Europea. Esiste infatti una normativa Ue che concede libera facoltà agli stati membri di decidere se è possibile coltivare Ogm o meno.  

Abbattuto il mais modificato

Ieri mattina il Corpo forestale regionale ha abbattuto 6mila metri quadrati di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. La distruzione è avvenuta in esecuzione di un'ordinanza del Ministero delle Politiche Agricole e si era resa necessaria dopo l'inottemperanza di Fidenato al decreto dello scorso 3 luglio, con il quale il Ministero concedeva cinque giorni all'imprenditore agricolo per provvedere in autonomia all'abbattimento delle piante transgeniche. «Non c'è alcuna contaminazione, quindi non esistendo problemi legati alla salute e all'ambiente, non ci sono motivi di urgenza - ha spiegato l'agricoltore ai microfoni del Tgr Rai del Fvg-. C'è una violazione palese dei trattati dell'Unione Europea da parte del Consiglio Europeo. Ritengo che questa normativa che adesso permette agli stati membri di poter vietare la semina confligga con i trattati. E' semplice dimostrarlo - ha poi concluso l'imprenditore agricolo -: un mio collega spagnolo può seminare ogm, io no. Mi pare che questa non sia Europa».

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