Il tesoro nascosto della cupola del Tempio Ossario di Udine, luogo bellissimo e inaccessibile ai cittadini

In cima a San Nicolò Vescovo al Tempio Ossario si gode di una vista a 360° sul Friuli

Se ci era riuscito Simone Coloierà, nickname @giotto_arrosto, ci si chiede perché la “scalata” sulla cupola del tempio ossario di Udine non sia possibile al resto della cittadinanza.

L'impresa sul tetto di Udine 

Ve la ricordate l’impresa di quel giovane che nel maggio del 2017 si fece fotografare in cima alla bella cupola della chiesa di San Nicolò Vescovo al Tempio Ossario? Il mistero di come sia riuscito non solo ad entrare, ma persino ad arrivare in cima alla cupola, è rimasto tale.

L'accesso alla cupola

Eppure l’accesso c’è e porta dritto dritto sul tetto di Udine. Praticamente è il “cupolone” nostrano, con una vista a 360° sul Friuli. A nord le Alpi, prima di vedere le quali gli occhi si imbattono sulla morbidezza delle colline moreniche, a sud lo sguardo che si spinge verso la costa. A est ed ovest la città che lascia spazio alla periferia.

Un tesoro nascosto di Udine

Uno spettacolo unico, che in molti si chiedono perché agli udinesi (e non solo) sia negato. Ma non è finita qui. Sotto la cupola della chiesa, infatti, trova spazio un corridoio circolare che segue la circonferenza della cupola stessa e che, data la suggestione della sua ubicazione e della sua forma, sarebbe perfetto per esposizioni che arricchirebbero non poco l’offerta artistica del capoluogo friulano. Ora, lungo questo corridoio illuminato da alcune finestrelle che offrono una vista privilegiata sulla città, trovano posto solo i pezzi impolverati di alcuni monumenti esposti in occasione della storica visita del 20 settembre 1938 di Mussolini a Udine.

L'idea di restauro

Lo stesso personale di vigilanza del Ministero della Difesa, a presidio dell’ossario sotto la chiesa, racconta che uno spiraglio si era aperto con l’interesse della Soprintendenza per i beni culturali, visto che c’è anche già un ascensore pronto a facilitare la salita. Ma è da un po’ che nessuno si fa vivo e di sicuro i costi per il restauro non sono bassi.

Interesse culturale ed economico

Un pensiero sul ritorno economico e culturale che un’opera di questo tipo avrebbe sulla città, però, è d’obbligo farlo. Immaginatevi di salire queste scalette che si trovano nel cuore di una delle più grandi e celebri chiese della città e poi, d’un tratto, ritrovarvi più in alto di tutti i palazzi intorno a voi e, allungando lo sguardo in ogni direzione, ritrovare sotto di voi tutto il Friuli. Sarebbe non solo un motivo in più per far accorrere moltissimi udinesi che nella chiesa di San Nicolò Vescovo al Tempio Ossario, pur così ricca di storia, non hanno mai messo piede, ma anche per attirare molti turisti di passaggio in città. Il sasso è lanciato, ora bisogna solo capire chi tra amministrazione comunale, curia, Soprintendenza, investitori privati o tutti questi soggetti insieme, lo può raccogliere.

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Commenti (8)

  • guardiamo oltre il nostro naso e valorizziamo le cose belle che abbiamo, giriamo un po' il mondo e capiamo come le grandi nazioni crescono. L'arte e la bellezza non sono uno spreco di soldi, tutt'altro!

  • Pierina...senza offesa, ma ai Poli non ci vive nessuno: là non serve neanche il “buon senso” (cosa significhi poi il “buon senso” in questo caso del Tempio Ossario, non lo capisco proprio...) Invece, in una città moderna del resto del Mondo, nel 2019, i “soldi pubblici” si spendono...per la città tutta, per chi ci vive, per chi la vuol visitare e conoscere, per la crescita civica e culturale di tutti noi. Con simpatia. Michele

    • A mio parere i soldi pubblici spese per queste finalità sono “sprecati” e, dato che sono soldi anche miei, preferirei di gran lunga non contribuire in quanto non ne vedo l’esigenza ! Le priorità sono altre per una città come Udine. Se poi vogliamo non vederle allora continuiamo così ...

  • Pierina...vai a vivere al Polo Nord o al Polo Sud...di quelli che fanno ‘sti commenti come il tuo ne abbiamo abbastanza!!!

    • Forse al Polo hanno più buon senso di lei.

  • Forse il fine ultimo è proprio quella di ottenere e sprecare altri soldi pubblici per il restauro !

  • Effettivamente dovrebbe essere valorizzata. Speriamo che accanto al tema sicurezza si apra uno spiraglio per la cultura e l'ambiente. L'attuale situazione ricorda un po' "Il deserto dei tartari", un presidio sul nulla.

    • Avatar anonimo di Paolo Caporale
      Paolo Caporale

      la cultura per lei è il gay pride

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