La crisi del trasporto persone: le risorse dalla Regione per il post Covid19 non bastano

«La Regione solleciti il Governo nazionale ad adottare misure concrete per il settore», è l’appello di Donatone di Confcooperative Fvg

Luigi Donatone

«I fondi regionali aiutano, ma gli importi minimi non allentano la drammatica crisi del comparto»: questo l'allarme dal settore trasporto persone di Confcooperative Fvg a margine della decisione della Regione di stanziare 1400 euro di fondo perduto per le imprese di trasporto non di linea. Un aiuto, ma insufficiente visto la crisi del periodo. 

La crisi

Gli operatori del trasporto persone – che in tempi normali sarebbero in queste settimane nel periodo di più intensa attività tra gite scolastiche, comitive di turisti, navi da crociera e turismo congressuale – commentano le risorse che la Regione ha deciso di destinare al terziario a fondo perduto: «I 1.400 euro a fondo perduto per le imprese di trasporto non di linea sono certamente un sostegno utile in questo momento di drammatica crisi di liquidità. Fra l’altro, la Regione per prima ha preso in considerazione il nostro settore mentre invece, a livello nazionale, mancano provvedimenti che riconoscano la profonda crisi in cui le nostre imprese si trovano - sottolinea Luigi Donatone, coordinatore del settore trasporto persone per Confcooperative Fvg e presidente di una storica cooperativa di pullman turistici – ma bisogna essere chiari: importi così minimali non fanno uscire dalla crisi. Per fare un esempio, l’importo annunciato è il costo di appena 4 mesi di assicurazione di un pullman turistico».

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Le richieste

Da qui, la richiesta di Donatone di farsi parte attiva con il Governo. «Chiediamo che la Regione solleciti il Governo ad adottare misure concrete per il nostro comparto che, al momento, è in una situazione disastrosa – ammette preoccupato Donatone -. Siamo in chiusura totale dal 24 febbraio. Oltre al blocco delle visite didattiche e d’istruzione scolastiche, soffriamo per la cancellazione dei servizi di trasporto persone per il turismo congressuale e crocieristico, per raduni e incoming. Il personale è in cassa integrazione e, peraltro, già a giugno termineranno le settimane di Cig autorizzata lasciando scoperti almeno due mesi nel periodo estivo. Quando si parla di turismo ci si dimentica forse che il nostro è un punto fondamentale della filiera. In tempi normali siamo noi a far muovere i tour organizzati e a supportare tutta la filiera turistica».

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