Infermieri: quasi 700 professionisti ai corsi formativi

Il Collegio Ipasvi ha organizzato una serie di incontri per imparare a gestire le situazioni difficili nell'ambito sanitario. Obiettivo: dare assistenza di qualità ai pazienti

Il ciclo di incontri formativi erogati nel 2012-2013, organizzati dal Collegio Ipasvi di Udine e appena conclusi, ha coinvolto 675 infermieri che lavorano presso strutture ospedaliere, ambiti territoriali e liberi professionisti. Agli incontri hanno partecipato gruppi di 40 operatori, replicati in varie edizioni, con l’adesione di infermieri di tutte le 4 province della regione e l’assegnazione 3.466 crediti Ecm. Gli obiettivi principali erano quelli di identificare, comprendere e saper gestire le situazioni conflittuali nella quotidianità sanitaria. Gli eventi, con i loro contenuti specifici, hanno contribuito ad affrontare la fatica e la complessità delle relazioni legate all’assistenza. Gli elementi trattati durante le varie giornate sono ritenuti fondamentali dagli infermieri “nel dare assistenza di qualità” e rendere ottimale il rapporto con gli assistiti nell’ambiente di lavoro. Il Collegio di Udine ha risposto così ai propri iscritti (4 mila) e non solo a queste esigenze molto sentite che comportano, per i professionisti, un impegno continuo e costante durante il lavoro giornaliero.

«Le valutazioni espresse dai gruppi sono state molto positive - riferisce Sabrina Spangaro, presidente del Collegio -. Inoltre, gli infermieri partecipanti hanno segnalato la necessità di ulteriore approfondimento degli argomenti con tempi più ampi. Pare importante per il momento, tenere viva l’attenzione sul problema e diffondere il più possibile gli orientamenti per la comprensione del fenomeno e il controllo dei propri comportamenti nelle situazioni maggiormente complesse».

Considerata l’ampia aderenza al progetto e i consensi ricevuti, il Collegio si è già impegnato, per la fine del 2013, nel considerare le indicazioni e i suggerimenti che gli stessi infermieri hanno espresso. I maggiori approfondimenti richiesti e di interesse sono state le aree riguardanti le buone pratiche, ovvero il lavorare supportati dal sapere scientifico; la continuità della cure nella fragilità non solo dell’anziano; la gestione infermieristica dell’età pediatrica nel disagio di malattia. Sorprendente la richiesta autorevole di approfondimento costante sul versante comunicativo, non solo nella gestioni di conflitti legati alla quotidianità, ma soprattutto legati alle organizzazioni governanti i processi di assistenza che sviliscono la motivazione nello “stare bene per far star bene”.

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