Coronavirus, un 17enne di Grado trattenuto con la febbre in Cina

Il giovane si trova a Wuhan con un programma di scambi culturali. È stato fatto rimanere nella città cinese. Un 21enne di Cormons dovrà stare in isolamento 15 giorni a Roma

Un giovane gradese di 17 anni è l'italiano trattenuto a Wuhan a causa di una sospetta contrazione del Coronavirus. Il giovane non ha potuto imbarcarsi sul volo che lo avrebbe riportato in Italia assieme a una sessantina di connazionali dalla città cinese. Non è stato imbarcato perché febbricitante. Si trovava in Cina con il programma di scambio culturale "Intercultura".

La temperatura sospetta

Gli è stata rilevata la febbre al controllo prima del decollo. Per evitare complicazioni durante il volo è stato messo in opera il protocollo che prevede controlli sanitari ulteriori. Il giovane aveva una temperatura corporea di 37.7 gradi e ora i sanitari stanno cercando di capire se sia stato contagiato o meno dal temuto virus. «Ha fatto il test e domani dovremmo avere il risultato. La sua situazione è abbastanza calma, è curato da due signore italiane in un appartamento dell’ambasciata che è costantemente in contatto con lui», ha dichiarato alle agenzie di stampa Stefano Verrecchia, capo dell’Unità di Crisi della Farnesina.

L'amico

A bordo del Boeing 767 dell'aeronautica militare atterrato a Pratica di mare c'era anche un compagno di studi del ragazzo, il 21enne Riccardo Ancora di Cormons. Nello stesso volo oltre alle 10 persone d'equipaggio, una equipe sanitaria di sei persone, composta anche dal  vice ministro alla Salute, il medico Pierpaolo Sileri. Il gruppo è stato subito trasferito alla città militare della cittadella militare della Cecchignola, alla periferia della capitale, dove sarà tenuto in isolamento nella struttura per almeno 15 giorni, assistito e monitorato dall'equipe medica dello Spallanzani di Roma.

I governatori

I governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige hanno scritto una lettera comune al Ministero della Sanità chiedendo che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole. «Non c'è nessuna volontà di contrapposizioni politiche, ne' tantomeno di ghettizzare: vogliamo solo dare una risposta all'ansia dei tanti genitori visto che la circolare non prevede misure in tal senso», ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia.
 

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