Aperitivo in osteria, maggiorazione di 5 euro per le impronte di un bimbo sul vetro

L'incredibile episodio è avvenuto a metà luglio all'interno di un locale di Udine sud. La manata è stata lasciata da un bambino di 3 anni che provava ad aprire la porta d'ingresso. La difesa dell'oste: "Questo non è un asilo"

Cinque euro. Tanto sono costate le impronte di una mano lasciate da un bambino di 3 anni sulla porta di ingresso di un'osteria nella zona di Udine sud. E' successo a metà luglio circa, in piena estate, poco prima che una coppia di coniugi pagasse il conto per un aperitivo consumato verso mezzogiorno.

L'episodio

Nel tentativo di uscire dal locale, non arrivando alla maniglia della porta d'ingresso, il figlio di una coppia di avventori ha spinto l'infisso posando il palmo della sua piccola mano sul vetro della porta finestra da poco pulito. Un gesto generalmente mai apprezzato dai gestori di qualsiasi locale, o da chi ci lavora, ma che è all'ordine del giorno, soprattutto se a compierlo è un bambino. Quell'azione incolpevole è però stata vissuta come una specie di affronto da parte del titolare e ha fatto scattare una scintilla che prima o poi, probabilmente, si sarebbe comunque accesa. L'oste, osservando la scena, è infatti scaturito iniziando ad ammonire verbalmente i genitori sulla gestione dei figli e ad accusarli di essere responsabili della loro mancata disciplina. Altra critica a loro rivolta era di averli portati in un locale non adatto a loro. «Avevamo notato un atteggiamento ambiguo anche in un'altra occasione – ci ha spiegato la madre del bambino – ma pensavamo davvero stesse scherzando. Quel giorno, poco dopo la manata, ha iniziato ad urlare subito frasi come “questo non è un asilo" e altre che mi-ci offendendevano dal punto di vista educativo. Una scena incredibile, avvenuta, purtroppo, davanti al bimbo». Al momento di pagare, la maggiorazione. «Dopo quanto sentito abbiamo chiesto il conto per andarcene e a quel punto il titolare ha preteso cinque euro in più per la pulizia da effettuare al vetro. Abbiamo pagato e abbiamo girato i tacchi, ovviamente senza mai più metterci piede».

La difesa dell'oste

In due mesi e mezzo il racconto di quanto accaduto ha però iniziato a fare il giro del quartiere e a passare di bocca in bocca. Mancando lo scontrino e non riuscendo a contattare i testimoni della scena, ci siamo così recatati dal diretto interessato per chiedere la sua versione dei fatti. Il proprietario dell'esercizio ha confermato l'episodio spiegando alcuni dettagli in più. La coppia era solita frequentare la sua osteria accompagnata spesso dai figli. Fanciulli che - a detta del titolare - erano rumorosi e inquieti, soliti giocare fra i tavoli rovinando la quiete dei clienti. «Questa è casa mia – ha replicato seccato l'oste, prima di allontanarci con fare molto discutibile – . I prezzi del listino li faccio io come mi piace e pare, non devo giustificarmi di nulla. Era da mesi che ero esasperato e infastidito dal comportamento dei bambini e dei loro genitori. Mi sentivo preso per i fondelli e mettevano a rischio costantemente il bancone e l'arredamento presente all'interno e all'esterno del locale​. I genitori comodamente seduti, loro a giocare».  

Un episodio insolito e che sta facendo discutere molto, anche perchè i figli della coppia in questione sono stati descritti da tutti i residenti del quartiere come bambini "assolutamente educati e rispettosi"

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Commenti (4)

  • Povero oste...ma che vada a lavorare in fabbrica che è meglio se è sociopatico. Nessuno ha idea di quale sia il locale, per favore?

  • Avatar anonimo di Gino
    Gino

    Nome e cognome,se è casa sua basta lasciarlo solo tra i suoi aperitivi,che arroganza.

  • Il nome dell' osteria ?

  • Casa sua e può fare i prezzi che vuole... esercizio pubblico e prezzi di listino, cosa racconta. Turismo fvg, non sono allora solo gli esercenti triestini ad essere bovari...

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