Caffè Contarena: dipendenti senza stipendio da mesi

Camerieri, aiuto cuoco e lavapiatti hanno intrapreso le vie legali per avere quanto dicono che gli spetti

Da sei mesi senza stipendio, in difficoltà con il pagamento del mutuo, delle bollette, del mantenimento dei figli o più semplicemente delle tasse universitarie. È questo il grido d'aiuto lanciato da cinque ex dipendenti del Caffè Contarena, che hanno deciso, secondoo quanto sostengono dopo mesi di promesse non mantenute, di rivolgersi ad un legale per ottenere ciò che ritengono spettargli.

Lavoratori in difficoltà

Parliamo di camerieri, baristi, aiuto cuochi, lava piatti, che giornalmente e puntualmente hanno svolto il loro lavoro e che ora non riescono ad arrivare a fine mese. Oltre il danno pure la beffa:  tutti e cinque sono stati licenziati per giusta causa – da quanto riferito dallo Studio Tutino che li assiste –  per essere rimpiazzati poco dopo da altri addetti ai lavori. Insomma al caffè Contarena, gioiello della città di Udine, non tirerebbe una buona aria.

Il legale

In una nota lo studio Tutino informa che "tutti i licenziati sono in disoccupazione con la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, detta NASpI, percependo quindi una indennità mensile che grava sulla collettività, nutrendo però delle grosse perplessità su alcuni punti della vicenda. In particolare – prosegue la nota – il fatto che siano state sottoscritte in via congiunta le dimissioni per giusta causa, includendo anche un lavoratore con figlio sotto i tre anni e che quindi per legge gode di maggiori tutele, per poi procede a nuove assunzioni di personale; secondariamente sul fatto che l'Amministrazione comunale, proprietaria delle mura del locale, non eserciti alcuna vigilanza, permettendo che accadano fatti del genere".

Il tribunale

Sulla vicenda, nei prossimi giorni, sarà interessato anche il tribunale del Lavoro di Udine dove gli avvocati Santo Tutino e Alessandra Celeghin procederanno con le richieste di emissione dei decreti ingiuntivi. Nel frattempo, il consulente del lavoro Simone Tutino ha interessato di quanto accaduto l'Ispettorato del Lavoro, l'ufficio Vigilanza, L'inps e Asl affinché venga fatta chiarezza su quanto dovuto ai cinque dipendenti, dagli stipendi alle maggiorazioni per il lavoro domenicale, dalle visite di medicina del lavoro al piano rischi.

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