Legge di bilancio 2019, Mareschi: «Siamo molto critici»

La presidente di Confindustria ribadisce le perplessità dell'organizzazione riguardo al documento contabile elaborato dal Governo

Anna Mareschi Danieli

Confindustria Udine si dichiara "critica" nei confronti della manovra economica del 2019. Il concetto è emerso durante il convegno organizzato dalla confederazione in collaborazione con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della provincia di Udine e l'associazione nazionale tributaristi italiani.

Le dichiarazioni

“Oggi abbiamo una manovra che, seppur in extremis, ha evitato la procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea, ma ci relega nella scomoda posizione di osservati speciali e appesantiti da nuove e onerose clausole di salvaguardia per gli anni a venire. Il sollievo rispetto allo scenario peggiore, dunque, non può offuscare il risultato finale” dichiara la presidente di Confindutria Udine Anna Mareschi Danieli. “Senza tanti giri di parole, noi siamo molto critici su questa manovra - ha affermato Mareschi Danieli -. Pur dando atto al Governo di aver corretto, strada facendo, alcune cose, ad esempio su Industria 4.0 e alternanza scuola-lavoro, fiscalità e, a quanto pare, persino sul reddito di cittadinanza, siamo ancora ben lontani da quanto servirebbe e da quanto auspicavamo. Confindustria si è impegnata con una determinazione persino cocciuta a mantenere vivo il dialogo con il Governo per contribuire a migliorare, per quanto possibile, la Legge di bilancio. Con la stessa lealtà usata nella fase di confronto, oggi dobbiamo ammettere che l’esito resta assai distante rispetto alle nostre aspettative”.

Puntare sulla crescita

“Confindustria - ha aggiunto la presidente - ha sempre sostenuto che occorre puntare con determinazione sulla crescita come presupposto della tenuta dei conti. Superata l’emergenza, adesso valuteremo l’impatto delle misure presentate per adempiere all’accordo con Bruxelles, verificandone l’impatto sull’economia reale. Nessun pregiudizio, dunque, nei confronti di una manovra concepita diversamente rispetto al passato, ma tanta preoccupazione, che speriamo non si traduca in ansia, nei confronti di una finanziaria che si può definire espansiva, ben sapendo però che i driver che interessano la crescita (investimenti, ricerca, formazione) sono tutta un’altra cosa. E aggiungendo che la crescita prevista, pur rivista al ribasso rispetto alle previsioni iniziali, rischia di rappresentare un azzardo più che una scommessa”.

La manovra finanziaria

Oltre a Confindustria Udine, anche l'associazione nazionale tributaristi italiani, nella voce del presidente Roberto Lunelli, ha esposto le sue critiche alla Legge di bilancio 2019. Secondo Lunelli, si parla “di una manovra finanziaria che, sotto il profilo tributario, non ha
portato l’atteso ‘cambiamento’
né nel metodo, né nel merito: una politica fiscale nuova non può, infatti, basarsi su un mini-condono senza riforma tributaria e su una flat tax settoriale. In termini socio-economici, invece, sia il reddito di cittadinanza, sia la riforma delle pensioni a quota cento sono provvedimenti ancora del tutto vaghi e a rischio di non venire condotti in porto in tempi ravvicinati, anche in considerazione della complessa messa a punto degli strumenti per attuare queste due misure”.

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Commenti (1)

  • Non ci resta che ritornare al PD allora. Mi sembra invece che nonostante tutto stiano pensando ai cittadini e ai piccoli artigiani, forse meno agli industriali che ricevono risorse della comunità per poi dislocare le attività all'estero.

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