Confartigianato: affido diretto di lavori pubblici fino a 150 mila euro

Risultato importante per le imprese artigiane del Fvg, ora si attendono gli effetti pratici

«Un risultato importante per le imprese edili artigiane del Friuli Venezia Giulia», ottenuto anche grazie «al ruolo di interlocuzione e pressing esercitato da Confartigianato nei confronti di Parlamento e Governo». Il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, e il presidente del comparto edile regionale, Gino Stefanutti, esprimono così la soddisfazione per la decisione contenuta nella legge di Bilancio statale 2019 di rendere possibile l’affidamento diretto di lavori pubblici fino a 150mila euro, elevando così il tetto precedente fermo a 40mila euro. Semplificata anche la procedura per gli affidamenti dei cantieri tra i 150mila e i 350mila euro. 

Il cambiamento

Per evidenziare la portata del cambiamento, Confartigianato Fvg ricorda che circa il 95% dei lavori pubblici in regione riguarda importi inferiori al milione di euro e, di questa percentuale, oltre il 51% degli appalti è d’importo inferiore a 150mila euro. 
La legge prevede che, nelle more di una revisione complessiva del Contratti pubblici, fino al 31 dicembre 2019 le stazioni appaltanti «possano procedere» all’affidamento di lavori di importi pari o superiori a 40mila euro e inferiori a 150mila mediante affidamento diretto, «previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici». Le disposizioni nel mentre ampliano le possibilità le opportunità per le piccole e medie imprese del territorio, garantiscono la trasparenza e l’efficienza degli affidamenti, poiché essi devono comunque essere effettuati nel rispetto dei principi di «economicità, efficacia e correttezza», nonché nel rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti. 

Il traguardo

«Soddisfazione» di Confartigianato Fvg anche un secondo intervento effettuato nella legge di Bilancio 2019 in materia di appalti pubblici, ovvero una semplificazione anche nella fascia di affidamento di lavori per importi tra i 150mila e i 350mila euro, prevedendo in questo caso l’obbligo della procedura negoziata, con la consultazione di almeno 10 operatori, ove esistenti, e individuati sulla base di indagini di mercato o di elenchi di operatori economici. 
All’apprezzamento per le azioni di principio presenti nella legge di Bilancio, Stefanutti evidenzia comunque che ora le imprese artigiane «attendono la norma alla prova dei fatti, poiché, come nel testo precedente, gli enti pubblici ‘possono’ e non ‘devono’ procedere ad affidamento diretto. Ciò significa che –spiega il capo categoria regionale degli edili – occorre sperare che i dirigenti pubblici si assumono la responsabilità di tali procedure. Un aspetto di cui il legislatore dovrebbe tener conto», conclude. 

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