Marco Belviso condannato a un mese per "tentata violenza privata"

La denuncia arrivò dal segretario del Pd Salvatore Spitaleri per pressioni giudicate illecite. Belviso: «Non aveva nessun senso che io cercassi di fare qualcosa del genere»

Marco Belviso

Marco Belviso, blogger de “Il Perbenista” e componente dell’ufficio stampa del sindaco Pietro Fontanini, è stato condannato a un mese di reclusione — pena sospesa — per “tentata violenza privata”. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Udine, nella persona del giudice Paolo Lauteri. Il pubblico ministero Letizia Puppa aveva chiesto il triplo rispetto a quanto poi emerso dalla sentenza. «Faremo sicuramente ricorso — annuncia l’avvocato Andrea Castiglione, legale di Belviso —. C’è una serie di questioni che non hanno convinto di questa vicenda, e tutto il tempo passato in camera di consiglio dal giudice è testimone di queste incertezze».

L’accusa

La parte offesa è l’avvocato Salvatore Spitaleri, segretario regionale del Pd, che nel 2016 aveva presentato un esposto in Procura. Il politico riferì di intimidazioni ricevute da parte di Belviso, che — secondo quanto sostenuto dall’esponente dem —  insisteva perché convincesse l'allora presidente del Consiglio regionale Franco Iacop intervenisse su due esponenti del loro partito, Giorgio Baiutti ed Enzo Marsilio. Lo scopo era quello di far cambiare loro idea rispetto all'intenzione di querelare Belviso per il contenuto di alcuni post pubblicati sul suo blog. Spitaleri, invece, per tutelarsi rispetto a quella che riteneva una minaccia ricevuta da Belviso sulla possibile diffusione di un suo colloquio telefonico con Iacop, si è rivolto agli uffici di via Lovaria riferendo di quelle che lui ha ritenuto essere pressioni illecite.

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La versione di Belviso

«Ricevetti la telefonata a cui fa riferimento Spitaleri dal suo cellulare, ma senza essere io il destinatario — racconta il blogger—. Fu una cosa casuale, partita in maniera accidentale, come può accadere alle volte sfiorando lo smartphone. Spitaleri stava discutendo con Franco Iacop di fondi europei, di vantaggi legati agli stessi e di altre questioni di carattere personale. La telefonata durò circa 25 minuti e io ascoltai tutto quanto. Del resto sono un giornalista, e per natura sono curioso. Non ci fu nessuna interferenza, visto che fui io a ricevere, mica a chiamare. Lo stesso Spitaleri (rendendosi conto dell'accaduto) mi inviò poi un messaggio dicendomi che avevo sbagliato a origliare, ma era normale che lo avessi fatto. A un certo punto iniziai a riportare sul mio blog le notizie che avevo carpito, ma senza fare riferimenti alle persone nello specifico. Poi arrivò la denuncia per “violenza privata”, con la tesi di una mia presunta azione verso il Pd, con teorie della serie “so delle vostre cose e vi posso mettere in difficoltà”. La verità è che non aveva nessun senso che io cercassi di fare qualcosa del genere. Lui temeva che la storia uscisse ed ha agito in questi termini. Cosa mi interessava di operare per mettere in difficoltà Iacop e Baiutti quando avevo e ho un buon rapporto con entrambi? È vero che Baiutti mi querelò, ma al tempo non avevo ricevuto nessun genere di notifica e non lo potevo sapere ».

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