Udine&Jazz 2015: esplosione di musica in città

  • Dove
    varie location
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 28/06/2015 al 29/06/2015
    Orario non disponibile
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    Gratis
  • Altre Informazioni

Da domenica 28 giugno il festival approda nel capoluogo friulano con la grande festa della Big Band di Udine, in piazza Matteotti, che si cimenta con i più classici delle big band americane (Count Basie, Stan Kenton, Buddy Rich, Woody Hermann). La compagine storica, che ha onorato Udin&Jazz sin dal suo esordio nel lontano 1990 (già allora era diretta dal pioniere del jazz friulano, Maestro Fassetta), è composta da alcuni tra i musicisti che sono ancora importanti figure di riferimento del jazz in regione accanto a molte giovani e promettenti leve. Al termine della performance una gradita parentesi, che il festival ospita con particolare piacere: la presentazione ufficiale del secondo volume di “Jazz in Friuli Venezia Giulia”, alla quale sono stati invitati per una performance estemporanea anche alcuni dei musicisti protagonisti dell’edizione discografica. Un’ulteriore testimonianza ufficiale dell’eccellenza dei percorsi del jazz in regione, raccolta e voluta da Euritmica - Udin&Jazz, Controtempo e San Vito Jazz.

Tra gli artisti scelti per il secondo volume sono: Roberto Magris, pianista che oggi si esibisce molto all’estero (nel disco suona con il sassofonista statunitense Herb Geller da poco scomparso); e ancora i pianisti Angelo Comisso, figlio d’arte e dalla spiccata sensibilità romantica, Nicola Bottos con una sua composizione dal netto profilo intimistico e meditativo, e Armando Battiston, pioniere del Jazz regionale, tra i primi a praticare e promuovere il free jazz e l’improvvisazione contemporanea fin dai primi anni Settanta. Mauro Costantini (organo hammond) è al centro di un episodio articolato e ricco di groove in compagnia di un assortito combo di magnifici musicisti, mentre Giorgio Pacorig (maestro della tastiera elettrica) spazia dal rock psichedelico al noise. Tra i musicisti che hanno frequentato i corsi di jazz dei conservatori regionali, molti sono oggi eccellenze del jazz: tra essi il chitarrista Riccardo Chiarion e il sassofonista Giuliano Tull nel cd al fianco di Luca Colussi e Giovanni Maier. Altro pianista esuberante dai grandi colori è Dario Carnovale che nel CD suona in trio e insieme al sax di Francesco Bearzatti (un inedito da “Suite for Tina Modotti”). Anche Malkuth – altro progetto giovane e inedito - è un gruppo dalla forte coesione di intenti e dal suono moderno pur essendo saldamente ancorato alla storia del jazz.


A partire da lunedì 29 giugno la città si veste interamente di jazz, con un’intera settimana di “full immersion” fino al 4 luglio in tutta Udine, a partire dagli aperitivi jazz all’Osteria Alla Ghiacciaia, fino alle conversazioni pomeridiane con giornalisti e artisti e i concerti dalle 18.30 a tarda notte.

Alle 12.30 di lunedì 29 giugno, all’Osteria Alla Ghiacciaia, è un giovane trio di studenti che si sono formati (e si stanno formando) al Conservatorio “Tomadini” di Udine ad esordire negli Aperitivi Jazz; trio formato da Emanuele Filippi (pianoforte), Marzio Tomada (contrabbasso) e Marco d’Orlando (batteria).

Alle 17.30, alla Corte di Palazzo Morpurgo (ingresso libero) è Gerlando Gatto – ideatore di uno tra i più seguiti blog italiani di jazz e critico di riferimento di Casa del Jazz di Roma – ad introdurre il primo appuntamento di “Storie di Jazz”, conversazioni tra critici , operatori e musicisti del settore musicale. Nel corso delle giornate si alterneranno con Gerlando Gatto anche Franco Fayenz (Il Giornale e Amadeus), Aldo Gianolio (Musica Jazz e L’Unità), Neri Pollastri (All About Jazz e Musica Jazz), Enzo Boddi (Jazz Hot, Jazz Colours e Musica Jazz) e Milenko Micanovic (Radio Belgrado).

Alle 18.30, sempre nella Corte di Palazzo Morpurgo è la volta del primo  di una serie di eccellenti gruppi italiani che costellano il festival: il pianista Renato Strukelj con il suo trio - Simone Serafini al contrabbasso e Luca Colussi alla batteria – e con lo speciale featuring di Maurizio Giammarco (sassofonista, caposaldo del jazz italiano sin dagli anni Settanta) presenta il nuovo CD “Giammai”, uscito a luglio 2014 per la pluripremiata etichetta Artesuono di Stefano Amerio. L’opera contiene nove tracce, delle quali quasi tutte sono autografe dei due leader del progetto, mentre alcune proposte sono pregevoli elaborazioni di noti standard. “Giammai” ascoltato live, ha un particolare fascino, grazie alla potenza inventiva degli autori: è intriso di esperimenti ritmici e di ampie parentesi liriche nei brani di Strukelj, di commistioni be bop e afro orientali nella composizione del sassofonista pavese e di moderno swing nelle riletture dei classici.

Alle 21.30, con il progetto “Dear Miles”, la stessa Corte si illumina di una luce speciale, quella di una musica che “comprende tutte le possibili qualità che rendono il jazz una forma d’arte immortale e piena d’energia”. Così è infatti l’arte di Ron Carter, in assoluto il più apprezzato dei contrabbassisti sulla scena mondiale da molti decenni. Il suo stile strumentale, dal tocco incisivo e dall’inconfondibile potenza ritmica, è perfetto e ricercatissimo. Bassista del mitico quintetto di Miles Davis degli anni ’60 – quello in cui militavano Herbie Hancock, Wayne Shorter e Tony Williams – Carter è un ottimo bandleader di diverse formazioni, sempre aperto alla ricerca musicale e alla sperimentazione, nella convinzione che “un buon bassista determina la direzione e la riuscita del suono di una band”. Ron Carter è attualmente uno dei più eleganti accompagnatori jazz, dote che ha messo in luce in migliaia di registrazioni e concerti a fianco di grandi interpreti come Kenny Barron, McCoy Tyner, Cedar Walton, Freddie Hubbard, Joe Henderson, Horace Silver e molti altri. A Udine il celebre contrabbassista porta, con il suo quartetto (Renee Rosnes pianoforte, Payton Crossley batteria, Rolando Morales-Matos percussioni), un affettuoso ma originalissimo ricordo al genio di Miles Davis.

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