Un'altra vittoria per il Comitato Autostoppisti, la pedonalizzazione di Mercatovecchio è sempre più vicina

La delibera comunale che evitava il referendum, ora obbliga il Comune di Udine ad avere come interlocutore privilegiato sulla pedonalizzazione proprio il Comitato Autostoppisti e a rendere noto un termine di ultimazione lavori

Laura Frattasio e Ivano Marchiol, promotori del referendum per la pedonalizzazione proposto dal Comitato Autostoppisti

La pedonalizzazione di Mercatovecchio, è proprio il caso di dirlo, procede a piccoli passi. L'ultimo tassello si è compiuto ieri, giovedì 18 aprile, quando all'attenzione del sindaco di Udine Pietro Fontanini e del Comitato Autostoppisti è giunta la comunicazione del Comitato dei garanti - un soggetto terzo nominato dal consiglio comunale che ha il compito di sottoporre a un giudizio di ammissibilità le proposte di referendum consultivo - che mette alcuni paletti alla delibera consiliare votata all'unanimità per evitare il referendum

L'antefatto

Era il 6 dicembre quanto il Comitato Autostoppisti, reagendo alla riapertura del traffico nel centro cittadino, presentò un quesito referendario al Comune di Udine che tiene in considerazione non solo la pedonalizzazione di Mercatovecchio ma anche l'intero sistema della mobilità sostenibile. A metà gennaio le firme raccolte, contro le 2mila necessarie, sono quasi 3500 e il quesito viene autenticato dal Comitato dei garanti. Due mesi dopo, quando sta per scadere il termine ultie per indicare una data di voto, il sindaco illustra una delibera di giunta, da portare in Consiglio, che soddisferebbe le richieste del quesito referendario facendo venire così meno la necessità di indirlo.

L'intervento del Comitato dei garanti

Non abbiamo usato il condizionale a caso. Quel "soddisferebbe" sta a significare che il comitato Autostoppisti, preso atto dell'effettiva intenzione di Fontanini di cambiare idea rispetto all'apertura al traffico di Mercatovecchio, rileva però che nella delibera ci sono alcune sostanziali differenze rispetto al quesito referendario. Innanzitutto nella delibera non sono presenti tutte le vie del centro storico indicate nel quesito referendario e, fatto non di minore importanza, non c'è alcuna indicazione sul possibile termine di ultimazione dei lavori. È su questi punti che è dunque intervenuto il Comitato dei garanti, comunicando al Sindaco di aver considerato valide e meritevoli le osservazioni del Comitato Autostoppisti, che ha richiesto all'amministrazione di essere interlocutore privilegiati al tavolo di concertazione deliberato dallo stesso Consiglio comunale, obbligando altresì l'amministrazione stessa a rendere noto un possibile termine di ultimazione lavori.

Gli Autostoppisti

Soddisfatti per aver vista autenticata da un soggetto terzo e super partes la propria posizione, i membri del comitato non si danno comunque pace. «Stiamo cercando di non pensare al fatto di aver già perso tanti mesi con la riapertura al traffico, quindi ora siamo concentrati sull'avviare quanto prima il tavolo di lavoro insieme al Comune per poter procedere con un vero piano di mobilità sostenibile anche a Udine. Ovviamente ora tocca al Comune farsi sentire, visto che il Comitato dei Garanti si rivolge a loro con l'obbligo di renderci interlocutaori privilegiati. Ma se nel giro di un paio di settimane nessuno dovesse farsi sentire, di sicuro non staremo zitti». Queste le parole del battagliero promotore del quesito referendario Ivano Marchiol che, vinta una battaglia, ora vuole far sua la guerra per una mobilità sostenibile, che rispecchi le direttive europee sul tema, anche a Udine.

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