Il "Giardino della poesia", restauro letterario al Parco della Rimembranza

Aforismi e poesie hanno ricoperto le vecchie panchine dei giardini di piazzale Oberdan e viale Armando Diaz

Non si ferma l'azione poetica di Simone Mestroni, l'autore dell'iniziativa artistica e culturale denominata "Città della Poesia" che negli ultimi mesi ha colorato molte strade e viuzze della città. Dopo i vari "restauri letterari" avvenuti sulle saracinesche dei negozi e delle edicole, sui muri imbrattati dai writers nel centro storico e su alcuni fabbricati presenti nei quartieri periferici della città, il giovane di via Riccardo Di Giusto ha deciso di portare le sue pennellate in uno dei parchi meno valorizzati di Udine per dare sbocco al progetto da lui denominato "Giardino della poesia". Se in questi giorni attraverserete il Parco della Rimembranza entrando da piazzale Oberdan potrete notare come sette vecchie panchine presenti all'ingresso dell'area verde si siano trasformate in "versi", in poesie e aforismi che il giovane ha donato alla cittadinanza volendo rimarcare un concetto per lui fondamentale, ovvero "lo scrivere per vendere e lo scrivere per regalare". 

Il progetto

«Ho scelto proprio quel parco poichè  è luogo molto frequentato e allo stesso tempo essenziale nel suo modo di essere», spiega l'artista che, come successo fino ad ora, agisce sempre e solamente sulla proprietà pubblica in stato di abbandono e trascuratezza. «Quelle panchine — chiarisce— si presentavano con evidenti stratificazioni di colore applicato nel corso degli anni e addirittura in alcuni punti si mostravano "al vivo", vale a dire con l'acciaio scoperto. Dopo averle grattate e riverniciate, ho scritto versi di mio pugno, principalmente poesie per la gente sola che ho notato frequentare il giardino, per gli sconfitti, per i caduti in battaglia nelle faccende amorose e poesie che ironizzano sulla virilità del maschio alpha».

Le motivazioni

«Dietro alla mia azione  — spiega Mestroni  — c'è una sorta di urgenza espressiva, un attacco alla realtà asettica cittadina, incapace troppo spesso di suscitare emozioni, se si escludono le bellezze storiche da noi ereditate. "Città della poesia"  — conclude il giovane — nasce proprio con lo scopo di dimostrare che lo spirito dell'uomo è ancora vivo; e non parlo di me, ma di quanti su quelle panchine si fermano e si fermeranno a leggerle e fotografarle, consigliandone la visione agli amici».

.Versi di poesia al posto delle scritte sui muri nel centro di Udine

“La città della poesia' di Mestroni? Un modo per 'debanalizzare' la Udine di oggi!”

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