Tamburini, il friulano approdato a Mediaset grazie alla passione per i cinepanettoni

Il volto di Iris si presenta al pubblico friulano: "Tutto è frutto delle mie passioni da ragazzo"

Enrico Tamburini durante un'intervista a Renato Pozzetto

Il Natale è alle porte e, come da tradizione, assieme alle sue luci, ai suoi pranzi e alla sua atmosfera ovattata è accompagnato dallo zucchero dei pandori e dei... cinepanettoni. Proprio oggi nelle sale cinematografiche della regione sono in uscita i film natalizi per eccellenza, quelli che vedono la leggerezza e la risata come gli ingredienti fondamentali per attirare pubblico di massa e regalare spensieratezza. Abbiamo contattato per l'occasione uno dei massimi esperti dell'argomento in Italia, ovvero il fondatore del popolare sito cinepanettoni.it, il friulano Enrico Tamburini. «Oggi- spiega il cinefilo - arrivano nelle sale diversi titoli: “Poveri ma ricchi”, con De Sica e Brignano; “Fuga da Reuma Park”, con Aldo Giovanni e Giacomo e “Natale a Londra” con Lillo, Greg e Nino Frassica. Quale consiglio? Suggerisco assolutamente il film con Frassica, uno dei miei comici preferiti. Amo il suo assurdo» .

Enrico, tifosissimo dell'Udinese, è anche il volto noto che su Iris, attraverso la rubrica “Scuola di Cult”, presenta i più famosi film della commedia all'italiana, raccontandone storie ed aneddoti. «I cinepanettoni – spiega– sono un sottogenere della commedia all'italiana. Sono un giro di giostra. Null'altro. Danno emozioni a breve termine e regalano gioia. E' quello il motivo per cui funzionano. Lo ripeto spesso, un cinepanettone, genere diverso ma comunque legato alla commedia all'italiana, quasi per sua stessa definizione non deve contenere alcuna morale. Piacciono perché sono film strutturati per essere delle istantanee del periodo in cui vengono realizzati: dai personaggi, agli attori, alle colonne sonore, ai termini utilizzati, raccontano l'Italia anno per anno. E' questo il motivo per cui il pubblico li vede e rivede volentieri, anche a distanza di tempo: fanno fare un tuffo nel passato e rivivere ricordi o emozioni dimenticate».

Ma chi è Tamburini e come ha fatto ad approdare sulle reti Mediaset?  «Mi sono sempre divertito fin da bambino a scrivere sketch o scenette. Da sempre sono un appassionato della commedia all'italiana e dei telefilm scanzonati. Amo tutti i film che vanno da Sordi a Boldi, due mondi totalmente differenti, lo ammetto. E fin dagli anni '80-90 ho sempre seguito con interesse anche serie tv come “Classe di Ferro” o “I ragazzi della Terza C”. I miei film preferiti sono diversi fra loro: “Continuavano a chiamarlo Trinità” con Bud Spencer e Terence Hill, “Il ragazzo di Campagna” con Renato Pozzetto, “Il ciclone” di Pieraccioni, “Sognando la California” dei Vanzina e, ovviamente, “Vacanze di Natale, la pellicola per eccellenza che ha creato il filone dei cinepanettoni. Un giorno, era il 2010, per curiosità cercai un sito da utilizzare come riferimento per trovare informazioni sui miei film preferiti. Non trovandolo, mi venne l'illuminazione: pensai che avrei potuto realizzarlo io. Fu proprio in quel frangente che capii che avrei potuto unire il mio lavoro da web designer alla mia più grande passione, la commedia».

Enrico Tamburini e Susanna Fontana-2In poco tempo fu creato il sito www.cinepanettoni.it e messo online. Giorno dopo giorno iniziò a riempirlo di contenuti, articoli e gag, notando che la fruizione e le richieste da parte degli utenti aumentavano esponenzialmente. La seconda svolta, però, avvenne nel 2015, guardando un film di Lino Banfi sul canale tematico Iris. «Quella sera pensai che al film in palinsesto sarebbe stato interessante affiancare una presentazione per una pellicola culto come quella. Io da appassionato l'avrei tanto desiderata – ricorda Tamburini -. Fu così che con la mia ragazza, Susanna Fontana, ora regista e autrice della rubrica, iniziammo a creare i primi embrioni di quella che poi sarebbe diventata “Scuola di Cult”».  
 

Di lì a poco il contatto con Mediaset per la realizzazione di ben 36 puntate. «Ricordo ancora l'emozione del nostro ingresso negli uffici del Biscione. La nostra proposta piacque subito perché l'obiettivo degli stessi dirigenti era quello di vivacizzare il canale tematico: dovevamo suscitare curiosità, dare un motivo in più allo spettatore per rivedere il film e osservarlo da una nuova angolazione». Le puntate vengono trasmesse con cadenza settimanale e durano 5 minuti l'una. Sono tutte autoprodotte e sono precedute da un lavoro di ricerca e scrittura particolarmente lungo. Un dettaglio simpatico? I due, appena possono, citano Udine e il loro Friuli. «Ci mancherebbe. Udine è la città in cui siamo nati, dove viviamo e dove realizziamo la rubrica. Mi raccomando – chiude Enrico -, dopo lo stop natalizio ricominciano le nuove puntate. Mandi fantats, vi aspetto su Iris!».

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